Ue vs Meta: Instagram e Facebook « creano dipendenza nei bambini »

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Il commissario Europeo al mercato interno Thierry Breton, ha dichiarato l’avvio di un’indagine formale Dsa contro Meta. Nello specifico, l’indagine riguarda il rispetto da parte di Meta degli obblighi Dsa sulla valutazione e mitigazione dei rischi causati dalla progettazione delle interfacce online di Facebook e Instagram, che potrebbero sfruttare i punti deboli e l’inesperienza dei minori e causare comportamenti di dipendenza, e/o rafforzare il cosiddetto effetto “tana del coniglio”.

Tale indagine, ad avviso della Commissione, ha la scopo di contrastare i rischi potenziali per l’esercizio del diritto fondamentale al benessere fisico e mentale dei minori e al rispetto dei loro diritti.

Inoltre è sotto la lente anche la conformità di Meta ai requisiti Dsa in relazione alle misure di mitigazione per impedire l’accesso da parte di minori a contenuti inappropriati, in particolare strumenti di verifica dell’età utilizzati da Meta, che potrebbero non essere ragionevoli, proporzionati ed efficaci.

Su questo punto Margrethe Vestager, commissario europeo per la concorrenza, è stata molto chiara affermando che l’UE teme che «Facebook e Instagram possano stimolare la dipendenza comportamentale e che i metodi di verifica dell’età messi in atto da Meta sui loro servizi non siano adeguati e che ora proseguirà un’indagine approfondita.

Vogliamo proteggere la salute mentale e fisica dei giovani». Dunque, non c’è soltanto l’effetto “rabbit hole” a preoccupare i commissari, ma anche la mancata aderenza delle piattaforme social di Meta a quei principi inseriti nel Digital Services Act che chiedono alle grandi aziende del digitale strumenti certi per la verifica dell’età degli utenti.

L’avvio del procedimento contro Meta ha lasciato l’opinione pubblica alquanto interdetta, ma è bene dire che non si è trattato  di un fulmine a ciel sereno. Durante il mese d’Aprile Tik Tok lite è finito nel mirino della Commissione per motivazioni analoghe. Si tratta di una versione semplificata di Tik Tok.

E’ un’applicazione che è nata lo scorso anno e che, dopo aver conquistato il Giappone e la Corea del Sud, nei giorni scorsi è stata lanciata in pochi paesi selezionati dell’Unione Europea, nello specifico la Francia e la Spagna. Non sono state rese note le tempistiche per il rilascio in Italia.

La pericolosità dell’applicazione, ad avviso dell’Ue, risiede nel fatto che gli utenti verrebbero pagati per visualizzare i video contenuti all’interno della piattaforma, incentivando quindi le ore davanti allo schermo.

Come è facile immaginare, nonostante il limite di età, questo sistema a premi comporta dei rischi, soprattutto per i bambini e per gli utenti più giovani, che potrebbero trovare dei modi per superare i sistemi di verifica.

Alla luce di ciò è quindi chiaro che la linea d’azione dell’UE, anche nei confronti di colossi come Meta, non ammette intransigenze.

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