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L’Italia riprende i finanziamenti a favore dell’UNRWA: ecco cosa cambia

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È ufficiale: l’Italia ricomincerà a finanziare l’UNRWA, l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi. L’annuncio ufficiale è arrivato dopo il vertice di ieri tra primo ministro dell’Autorità nazionale palestinese (ANP) Mohammad Mustafa, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che come è ovvio sono arrivati ad un punto di convergenza.

In una nota inviata alle agenzie stampa, Tajani ha scritto che il governo: «Ha disposto nuovi finanziamenti a favore della popolazione palestinese per un totale di 35 milioni di euro», e che «di questi, 5 milioni saranno destinati a UNRWA».

È bene ricordare però che tali finanziamenti, erano stati inizialmente sospesi, subito dopo l’attacco del 7 ottobre, che ha dato inizio alla guerra in corso; tuttavia la notizia della sospensione era diventata di pubblico dominio soltanto a gennaio, quando lo stesso Tajani ne aveva parlato su un post su X.

Ad oggi, però l’opinione del ministro degli esteri è cambiata radicalmente. Questo cambio di rotta sta facendo molto discutere, a causa delle ombre che spesso hanno avvolto la linea d’azione della UNRWA.

L’agenzia nasce per fornire assistenza umanitaria ai rifugiati palestinesi che vivono nella Striscia di Gaza, in Giordania, Libano, Siria e Cisgiordania.

Tuttavia vi è sempre stato il sospetto che  le attività umanitarie svolte dall’agenzia sarebbero in realtà sfruttate o controllate dal gruppo radicale palestinese Hamas, che governa la Striscia di Gaza dal 2007 e con cui Israele è attualmente in guerra.

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