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Trump condannato: finirà in carcere? Ecco le varie possibilità

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Donald Trump è stato condannato dal Tribunale di  New York per aver pagato il silenzio della porno star Stormy Daniels sulla relazione che i due avevano in passato. È un fatto senza precedenti nella storia degli Usa perché non è mai accaduto a un ex presidente di subire il verdetto sfavorevole di una corte penale.

Una serie di domande a questo punto sorgono spontanee. Finirà in carcere? E come influirà questa sentenza sulle elezioni americane?  Tecnicamente Trump potrebbe partecipare alla campagna elettorale anche da dietro le sbarre.

La pena da infliggere al candidato repubblicano alla Casa Bianca verrà decisa l’11 luglio dal giudice Juan Merchan, contro il quale Trump si è più volte scagliato. Il periodo di detenzione previsto per il reato contestato all’ex presidente (non il fatto in sé di aver pagato la Daniels ma di averlo fatto utilizzando fondi in modo irregolare) va, questa pena, dai sedici mesi ai quattro anni. I criteri sono innanzi tutto l’età (Trump ha 77 anni) e il fatto di non avere precedenti penali. E queste circostanze giocano indubbiamente a suo favore.  Di contro, c’è il fatto che l’ex presidente ha in passato attaccato Merchan e ciò potrebbe costargli caro.

Gli esperti ritengono comunque l’ipotesi del carcere assai improbabile. E questo innanzi tutto per ragioni pratiche: alle complicazioni della campagna elettorale, si aggiungono quelle derivanti dal fatto che, in qualità di ex presidente, Trump ha diritto alla protezione dei servizi segreti e l’attuazione di una simile possibilità sconvolgerebbe in modo abnorme la vita del penitenziario nel quale il candidato repubblicano alla presidenza degli Usa dovrebbe eventualmente scontare la sua pena.

La pena più probabile verrà scelta dal giudice tra le opzioni della multa (cinquemila dollari) e dei servizi sociali. Anche  la libertà vigilata o gli arresti domiciliari appaiono improbabili perché sarebbero anch’essi motivo di complicazione a causa della campagna elettorale. Ad ogni modo, l’ex presidente promuoverà appello e potrebbe comunque essere libero su cauzione.

A questo punto, le domande più importanti riguardano  il modo in cui questa condanna potrà incidere sulla campagna elettorale. La decisione di Merchan verrà quattro giorni prima la convention repubblicana di Milwaukee che ufficializzerà la candidatura di Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Qualsiasi cosa deciderà il giudice si rivelerà uno straordinario volano propagandistico per “The Donald” e per i suoi. I media vicini ai repubblicani stanno già martellando sull’”ingiustizia” della condanna inflitta a Trump. Secondo Fox News, nessun privato cittadino sarebbe stato condannato per le cose contestate all’ex presidente. Secondo il commentatore Tucker Carlson  i  giurati di New York hanno decretato «la fine del sistema giudiziario più giusto del mondo». Per il giornalista, Trump vincerà lo stesso se «non viene ucciso prima». E questo dà già l’idea del clima in cui stanno per precipitare gli Stati Uniti.

Secondo commentatori più indipendenti, questa condanna alienerà a Trump i possibili consensi dell’elettorato più moderato. Ma, per come si stanno mettendo le cose negli Usa, questa porzione di elettorato è sempre più esigua e sempre meno influente. Comunque andrà a finire, questa vicenda dà già l’idea del periodo eccezionale che stanno vivendo gli Usa. E della loro crisi.

 

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