Decreto Salva Casa: ecco le novità per “sanare” le vostre abitazioni

lunedì, 3 Giugno 2024
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Il decreto “Salva Casa”, proposto dal leader della Lega Matteo Salvini, è approvato ed entrerà in vigore, vediamo quali sono gli assi su cui poggia. Questo decreto introduce diverse novità, principalmente focalizzate sugli abusi edilizi minori e le piccole irregolarità, con l’obiettivo di alleggerire il carico amministrativo degli uffici comunali e di regolarizzare gli immobili.

L’obiettivo principale è favorire il recupero edilizio d’appartamenti la cui compravendita è bloccata da normative restrittive, facilitando così il mercato immobiliare e venendo incontro al crescente fabbisogno abitativo.

Il decreto interviene solo nelle casistiche di minore gravità, incidendo sulle cosiddette lievi difformità. Non si tratta quindi di un condono edilizio come da molti paventato.

Qualche esempio d’intervento ad hoc:

  • difformità formali: ad esempio, un appartamento la cui altezza del soffitto è stata erroneamente riportata nei documenti può essere regolarizzato se la difformità non supera il 2% rispetto alla misura prevista.
  • interventi non autorizzati: un proprietario che ha costruito un soppalco senza permesso può sanare la situazione, a condizione che l’intervento rispetti i nuovi limiti di tolleranza.
  • doppia conformità: una veranda costruita 10 anni fa, conforme alle norme dell’epoca ma non a quelle attuali, può essere regolarizzata eliminando la necessità di doppia conformità.

Il provvedimento semplifica il cambio di destinazione d’uso delle singole unità immobiliari, rispettando le normative di settore e le condizioni comunali. Per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024, il mancato rispetto dei parametri di altezza, distacchi, cubatura, superficie coperta e simili non costituisce violazione edilizia se resta entro i seguenti limiti:

  • 2% per superfici superiori a 500 mq
  • 3% per superfici tra 300 e 500 mq
  • 4% per superfici tra 100 e 300 mq
  • 5% per superfici inferiori a 100 mq


Qualche esempio:

  • un edificio con una superficie di 600 mq può avere una tolleranza del 2%, permettendo fino a 12 mq di difformità senza incorrere in sanzioni.
  • una casa di 250 mq può avere una tolleranza del 4%, consentendo 10 mq di variazioni rispetto ai piani approvati.
    Il decreto inoltre disegna il perimetro che definisce l’edilizia libera:
  • vetrate panoramiche amovibili (VePA): ad esempio, un balcone chiuso con vetrate removibili che non alterano la struttura stabile dell’edificio.
  • protezione dal sole e agenti atmosferici: tende a pergola che non chiudono stabilmente uno spazio, installate per migliorare il comfort abitativo senza alterare significativamente l’aspetto esterno dell’edificio.

L’introduzione a regime del silenzio-assenso per le pratiche edilizie, vuol semplificare le procedure vigenti. Se l’amministrazione non risponde nei tempi previsti, l’istanza del cittadino è accettata. Inoltre, s’introduce la possibilità di installare tende e strutture di protezione dal sole e da eventi atmosferici in regime di edilizia libera. Ricordiamo che sono 45 i giorni limite per il permesso in sanatoria, 30 giorni invece per la Scia e 180 giorni aggiuntivi per gli immobili con vincolo paesaggistico.

Il provvedimento inoltre prevede sanzioni proporzionali all’aumento di valore dell’immobile. Queste sanzioni potranno essere utilizzate, nella misura di un terzo, per progetti di recupero e rigenerazione urbana, contribuendo a decongestionare gli uffici tecnici comunali sepolti da migliaia di pratiche. Nel testo del decreto, come annunciato il 17 maggio, non è inclusa la cosiddetta norma Salva-Milano, relativa a ristrutturazioni edilizie nel capoluogo lombardo. Tuttavia, Salvini ha già condiviso l’idea con il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, d’intervenire in fase di conversione del testo.

*Simulazione su dati in proiezione OpenIndustria

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