La Bce taglia i tassi, ecco che succede ai mutui

venerdì, 7 Giugno 2024
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La Bce ha finalmente varato il tanto atteso taglio dei tassi. Si tratta certo di una misura minima, visto che parliamo dello 0,25 per cento. Ma è comunque una decisione che ridà respiro all’economia: sia a quella nazionale, perché restituisce fiducia negli operatori, sia a quella domestica, perché produce una riduzione della rata dei mutui.

Ma procediamo per ordine. Diciamo innanzi tutto che il Consiglio direttivo della Bce ha deciso questo taglio a seguito della riduzione del livello medio di inflazione nei Paesi Ue al 2,4 per cento. Non è ancora il 2 per cento che rappresenta il livello, per così dire, “statutario” di salvaguardia che spetta alla Bce, ma evidentemente gli indicatori monitorati dall’Eurotower di Francoforte indicano un raffreddamento della corsa al rialzo dei prezzi che ha caratterizzato l’economia europea di questi ultimi anni.

Di qui la decisione, da parte della presidente della Bce Christine Lagarde, di inviare un messaggio di fiducia ai mercati, stimolandone le capacità di crescita. E che si tratti di un messaggio importante ce lo dice il fatto che questa riduzione di tassi viene dopo una serie di ben 9 rialzi consecutivi dal 2019 a oggi. La misura contenuta di questa riduzione dipende dal fatto che Lagarde vuole tenersi al momento prudente, evitando cioè improvvise fiammate inflazionistiche. Ma il segnale è che ulteriori riduzioni sono da attendersi nei prossimi mesi, con ricadute assai positive sull’economia: dalla ripresa del mercato (soprattutto di quello immobiliare per effetto della riduzione dei mutui) alla riduzione dei rendimenti dei titoli pubblici. Sale infatti il prezzo dei titoli già in circolazione e scende l’interesse che deve essere pagato per le prossime emissioni, che diventano meno costose per lo Stato. L’Ufficio Parlamentare di Bilancio calcola un risparmio di 3 miliardi con una eventuale diminuzione dei tassi di 100 punti base nel corso del 2024.

E veniamo ai mutui. Gli effetti del taglio dei tassi sulla rata dipendono dall’importo e dalle caratteristiche del contratto. Ovviamente l’impatto diretto è sui mutui a tasso variabile. Si possono fare diverse simulazioni, come quelle che arrivano dalle associazioni dei consumatori e dalle società specializzate, ma un taglio come quello deciso ieri dalla Bce dovrebbe portare, in media  a una riduzione di circa 15 euro mensili ogni 100.000 euro di mutuo. Non è molto, certo, ma gli analisti prevedono tre o quattro riduzioni del costo del denaro nel corso del 2024. E a qual punto la riduzione dei mutui dovrebbe farsi sensibile. L’abbassamento del costo del denaro migliora in ogni caso anche le condizioni di accesso al mercato, per i nuovi contratti di mutuo, sia per la formula a tasso fisso sia per quella a tasso variabile.

Al di là dell’impatto immediato sulle tasche di molti italiani, questa decisione della Bce avrà un effetto positivo sulla crescita del Pil. Per un Paese come l’Italia si tratta di una fondamentale boccata di ossigeno. E sembra di buon auspicio il fatto che la Bce abbia annunciato la sua decisione proprio nel giorno in cui l’Istat ha aggiornato le prospettive di crescita dell’Italia e ha alzato l’asticella al +1% quest’anno e al +1,1% nel 2025. Un livello che si allinea con il Def del governo per il 2024. Nel 2023, ricordiamolo, l’Italia si era mossa a un ritmo del +0,9%.

La prudenza è sempre d’obbligo e non sappiamo come sarà l’effettiva congiuntura nei prossimi mesi. Ma ci deve almeno confortare il pensiero che per un po’ non udiremo i soliti gufi annunciare sciagure economiche prossime venture. E scusate se è poco.  

 

 

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