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Maturità: ripetizioni “salate” per uno studente su cinque: 500 euro

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scuola

L’esame di maturità incombe. Appuntamento per la prova di italiano è il prossimo 19 giugno. Sentita e risentita decine di volte anche quest’anno l’intramontabile “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti, elaborata qualche idea originale per la stesura del Capolavoro, la nuova prova obbligatoria introdotta dal ministero che però non influirà sul giudizio finale, occorre perfezionare la preparazione per tendere al 100 tanto agognato. C’è chi la fa nel chiuso della propria stanza e chi non ha badato a spese. Proprio così: uno studente su cinque, spiega il portale specializzato “Ripetizioni.it” ha preso lezioni per superare l’esame di maturità affrontando una spesa media di 504 euro. Il 21% dei maturandi ha, infatti, preso o sta ancora prendendo lezioni private. L’Osservatorio del portale, riferimento in Italia per questo tipo di servizio, ha svolto l’indagine interpellando mille studenti della quinta classe di scuola superiore. A quelli che si sono rivolti a un docente a pagamento va aggiunto un contingente ulteriore, il 13% del totale, che ne avrebbe avuto bisogno, ma che per mancanza di risorse si è dovuto accontentare dell’aiuto gratuito di amici e di parenti, non solo per fare bella figura all’esame, ma anche per essere ammessi. Per accedere alle prove finali, infatti, bisogna raggiungere la sufficienza in tutte le materie. E questa sembra essere l’impresa più ardua: lo scorso anno il 3,7% dei maturandi è stato bocciato prima ancora di iniziare l’esame, mentre solo lo 0,2% ha dovuto rinunciare al sogno del diploma a causa del mancato raggiungimento del punteggio minimo di 60 centesimi.

“La matematica non sarà mai il mio mestiere”. Oltre il 67% dei maturandi ha preso ripetizioni in matematica. A seguire, al secondo posto della classifica dei docenti più prenotati, scelti dal 28% del campione di, riferimento, ci sono quelli specializzati nelle lingue classiche (latino e greco). Terzo gradino del podio, invece, per le altre scienze (chimica, fisica, biologia), le cui lezioni sono state prenotate dal 23% degli abbonati alle ripetizioni. Completano le prime posizioni della classifica delle materie da recuperare le lingue straniere e l’italiano. A spaventare di più gli studenti dell’esame di Stato è la seconda prova. Il 40% di chi va a ripetizioni si sta concentrando sulla preparazione per lo scritto della prova di “indirizzo” anche perché quest’anno sarà un commissario esterno a correggere il compito.

La prova orale. Dopo aver superato anche la seconda prova, a preoccupare i maturandi è il colloquio da affrontare con gli occhi addosso dei commissari: il 15% si sta facendo aiutare per ripassare l’intero programma scolastico. Il 10%, invece, sta prendendo ripetizioni per prepararsi allo scritto di italiano, mentre il 18% si sta preoccupando di seguire in egual misura tutti e tre i passaggi dell’esame. Il restante 17% degli studenti sta lavorando per scongiurare il rischio di non essere ammesso alla maturità. La spesa media per le lezioni private, facendo una somma da settembre a oggi, è in media di 504 euro. Cifra superiore di quasi il 15% rispetto alla spesa media degli studenti delle scuole superiori, pari a 441,50 euro. Nel 2023, il budget medio dei maturandi per le ripetizioni private era inferiore: intorno a 440 euro.

«Anche tra i maturandi del 2024 – commenta Marco Sbardella, capo del marketing e dello sviluppo aziendale di Ripetizioni.it – si conferma la tendenza generale di incremento della spesa messa a bilancio dalle famiglie: gli studenti del quinto anno che si sono affidati alla formazione complementare hanno aumentato la spesa del 15% rispetto a 12 mesi fa. Ciò è avvenuto non tanto per via dell’inflazione, il costo orario medio è stabile di anno in anno, quanto perché le lacune registrate dagli studenti sono state talmente profonde da richiedere cicli di lezioni più lunghi».

E se degli studenti che frequentano regolarmente le aule scolastiche accumulano delle lacune così gravi, c’è davvero da preoccuparsi sullo stato di salute della scuola. Ma questa è tutta un’altra storia.

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