Vi ricordate quando, poche settimane fa, il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano ha affermato, facendo una gaffe anacronistica e venendo preso in giro e criticato da tuttm mi, che Cristoforo Colombo “non ipotizzava di scoprire un nuovo continente, ma voleva raggiungere le Indie circumnavigando la terra sulla base delle teorie di Galileo Galilei”?
Ecco, l’ex primo ministro e attuale leader del MoVimento 5 Stelle ha fatto un errore ancora più grave ma, per qualche motivo, meno affrontato dalla stampa e dai media italiani. Conte, il quale peraltro già aveva confuso Matteotti con Andreotti in un discorso in Senato, ha affermato il primo luglio, a Bologna, sul palco dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, che Giacomo Matteotti sia stato ucciso proprio nel capoluogo dell’Emilia Romagna nel 2026.
Se certamente gli si può perdonare l’errore sulla data (nessuno può credere che Matteotti verrà ucciso tra due anni), è invece incredibile che un ex Capo di Stato e soprattutto leader politico di uno dei principali partiti del nostro paese non sappia che il terribile omicidio Matteotti sia avvenuto a Roma. La domanda che bisogna quindi porsi è: per quale motivo per una confusione anacronistica numerosi giornalisti e cittadini chiedevano addirittura le dimissioni del ministro ed ex direttore del TG2 ma nessuno di questi ha commentato la gaffe del pentastellato?
Forse, al giorno d’oggi, troppe persone “pesano” la politica su due bilance diverse: una, dove tutto è ammesso, per coloro che appartengono ai nostri stessi colori politici ed un’altra per gli avversari politici sulla quale al minimo errore viene evidenziato come il più grande peccato. Particolarmente divertente è stato il commento del giornalista Massimo Gramellini, che ha commentato dicendo: “Un passo avanti rispetto all’anno scorso, quando durante un dibattito parlamentare lo confuse con Andreotti, ma ancora troppo poco per superare l’esame di terza media: Matteotti non subì un attentato, ma un sequestro, nel corso del quale venne ucciso. A Roma, non a Bologna. E non nel 2026, e neanche nel 1926, ma nel 1924 (infatti quest’anno, all’insaputa di Conte, si commemora il centenario)”.
In questo caso peraltro, non funziona neanche la scusante del “Sangiuliano è una carica istituzionale, Conte no”, poiché nel lontano 2018, un Giuseppe Conte presidente del Consiglio confuse alla Fiera del Levante di Bari l’armistizio dell’8 settembre 1943 con la Liberazione dal nazifascismo del 25 aprile del 1945. All’epoca, Conte fu salvato in corner dal fatto che il suo discorso era estremamente vago, di conseguenza non ci sono certezze che questa gaffe fosse effettivamente tale. Eppure, siamo certi che, se al posto di Conte ci fosse stato un politico attuale, membro del Governo Meloni, l’errore sarebbe diventato virale, finendo al centro dell’ilarità dell’opinione pubblica tra meme e critiche.



