Un vero e proprio percorso di restauro e di conservazione per mantenere vivo il patrimonio storico del calcio italiano, che non sarà straordinario per pregio o importanza come i giacimenti culturali di archeologia e arte rinascimentale del nostro Paese, ma che da un secolo scalda i cuori di milioni di appassionati. Grazie alla collaborazione con il Museo Egizio di Torino e con il Museo del tessuto di Prato, il Museo del calcio di Coverciano (Firenze) ha intrapreso un’interessante iniziativa per rivitalizzare le maglie dei campioni artefici dell’epopea della Nazionale italiana. Con i buoni uffici di Samanta Isaia, componente del Comitato scientifico del Museo del calcio e direttore gestionale del Museo Egizio, il museo torinese ha messo a disposizione il suo staff specializzato per restaurare alcune delle divise degli azzurri più rappresentativi.
In totale sono nove, tra Museo Egizio e Museo del tessuto, le divise in fase di recupero, appartenenti per la maggior parte dei casi al periodo di massimo splendore della storia azzurra, negli anni Trenta, fino ad arrivare ai cimeli degli anni Sessanta. Si parte dalle maglie di Giovanni Ferrari (Mondiali del 1934), Alfonso Negro (Olimpiadi del 1936) e Amedeo Biavati (1938), che testimoniano i due titoli iridati e l’oro olimpico di quegli Azzurri considerati imbattibili, proseguendo poi con la maglia dell’esordio di Silvio Piola in Nazionale (1935, in Coppa Internazionale contro l’Austria), divisa che sarà successivamente ricamata dalla madre e con l’unica maglia azzurra collezionata da Nereo Rocco nella sua carriera da calciatore (qualificazione ai Mondiali del 1934, contro la Grecia. Per la cronaca: quella è stata l’unica occasione in cui la Nazionale padrona di casa è passata dalle qualificazioni alla Coppa del Mondo.
In fase di restauro, è anche la storica maglia di Silvio Piola indossata nel 1939 in un’amichevole contro la Finlandia: è stata la prima divisa azzurra con la numerazione sulla schiena. Prima, infatti non esistevano numeri per identificare i giocatori. Sono in fase di restauro anche le maglie di Boniperti (1947), Armando Picchi (1964) e Gigi Riva (1967, qualificazione agli Europei, poi vinti dagli Azzurri). Un progetto originale che ha messo in rete tre musei che hanno potuto così scambiare informazioni e professionalità al fine rendere ancora più belli e attuali i cimeli che rendono davvero unico il Museo del calcio di Coverciano.
Ma non solo. Quest’opera di recupero si inserisce nel più ampio percorso della collezione digitale del museo, iniziata da una rigorosa attività di identificazione e conservazione del patrimonio, che ha permesso di acquisire i contenuti e le immagini relativi alla storia del calcio italiano e mondiale raccolti in un archivio digitale, che permette di gestire meglio e valorizzare lo straordinario patrimonio del museo. Tutti i cimeli, maglie, tute, divise, scarpini, fotografie, francobolli, gagliardetti, che raccontano i successi della nazionale italiana di calcio, le sfide epiche, i grandi campioni del presente e del passato sono ora disponibili per la consultazione.
Anche a Iserlohn, in Germania, all’interno di Casa Azzurri, durante i recenti Campionati europei, ha avuto successo la mostra itinerante “Sfumature di Azzurro” con i cimeli del Museo del calcio. Un’esposizione che ha permesso di ammirare parte dell’immenso patrimonio che dal 1990, l’anno di fondazione del Museo di Coverciano, arricchisce la collezione museale.
In particolare, la mostra ha ripercorso l’avventura azzurra ai campionati Europei: una storia che parte dal trionfo nel 1968, mostrato attraverso la maglia di Sandro Salvadore e il gagliardetto della finale con la Jugoslavia, e che passa dagli altri Europei ospitati dal nostro Paese, nel 1980, raccontati con la maglia di Roberto Pruzzo. Quindi un salto a Euro ’88, con il pallone della competizione e con il gagliardetto di Italia-Spagna. E ancora: le vittorie sfiorate a inizio anni Duemila, con le maglie di Vincenzo Montella e Andrea Pirlo a testimoniare le finali raggiunte nel 2000 e nel 2012, fino ad arrivare all’ultimo successo continentale degli Azzurri, a Euro 2020, con la maglia di Gianluigi Donnarumma, votato miglior giocatore della competizione.



