Chi era Thomas Matthew Crooks, il timido ventenne che ha tentato di assassinare Trump

lunedì, 15 Luglio 2024
2 minuti di lettura

Thomas Matthew Crooks, 20 anni, originario di Bethel Park, (Pennsylvania) è il giovane che nella giornata di sabato13 luglio ha tentato di uccidere il candidato alla Casa Bianca ed ex Presidente USA, Donald J. Trump. 

Il ragazzo si era diplomato nel 2022, e da quel momento aveva interrotto gli studi, senza ricoprire un impiego stabile. 

Secondo molte fonti il giovane, figlio di padre repubblicano e madre democratica, era registrato come sostenitore del partito dell’elefantino, nonostante una donazione di 15$ devoluta al gruppo liberale “Progressive Turnout Project”, movimento che “si dedica alla mobilitazione del partito democratico e alla difesa della democrazia”.  

Successive verifiche sembrerebbero tuttavia suggerire un caso di omonimia: è probabile che l’artefice della donazione sarebbe Matthew Crooks, 69 anni, e non il ventenne Thomas Matthew Crooks. 

Sui social sono poi circolati diversi video ed immagini che ritraggono il giovane mentre inveisce contro Trump ed il Partito Repubblicano. 

Il giorno del comizio elettorale di Trump a Butler, in Pennsylvania, Thomas Matthew Crooks, si sarebbe arrampicato sul tetto di un edificio distante appena 150 metri dal palco del Presidente, abbracciando un fucile da assalto AR 15, un’arma che secondo fonti della polizia può raggiungere 550 metri di gittata, una distanza ben più ampia di quella dell’assalitore. 

Il giovane, che avrebbe sparato 7 colpi prima di essere abbattuto a sua volta da un agente del gruppo di counter assault, era stato individuato dalla polizia locale all’ingresso dell’area ritenuta sensibile e segnalato agli agenti del Servizio Segreto come «persona da tenere d’occhio». 

Secondo le prime testimonianze di persone vicine all’attentatore, tra cui quella di un ex compagno di scuola della Bethel Park High School dove si era diplomato, vincendo anche un premio di 500$ per l’eccellenza nelle materie scientifiche, Thomas era un ragazzo timido, solitario, spesso bersagliato e bullizzato per il suo carattere introverso. 

Anche per questa ragione, la polizia sosterrebbe che l’attentatore abbia agito da solo, invitando comunque alla massima prudenza per quanto concerne le motivazioni che avrebbero spinto il giovane ad agire in questo modo, sostenendo che potrebbero volerci “mesi” prima di riuscire a stabilirle con chiarezza.  

Il padre 53enne di Thomas, terapista specializzato in disabilità e proprietario del fucile Ar-15 utilizzato per uccidere un cinquantenne tra gli spettatori e ferire altre tre persone, compreso il candidato repubblicano, non ha rilasciato nessuna intervista, limitandosi a dichiarare davanti ai microfoni della Cnn che «sta ancora cercando di capire cosa diavolo sia successo». Gli investigatori della Polizia, con l’ausilio delle Forze Speciali, hanno fatto irruzione nella casa dei Crooks, dove sono stati rinvenuti esplosivi simili a quelli ritrovati nell’auto che il ragazzo avrebbe utilizzato per recarsi sul posto dell’attentato. 

Al momento della sparatoria Thomas indossava dei pantaloncini militari e una maglietta con il logo di uno dei principali canali Youtube che si occupano di armi da fuoco: “Demolition Ranch”. 

Anche dopo gli eventi di sabato scorso, tuttavia, sembra potersi escludere che l’attentato che ha causato una vittima e diversi feriti, rimetta in discussione la politica americana sull’acquisto di armi da guerra.

La questione, almeno in linea di principio, appare uno dei pochi temi sui quali repubblicani e democratici sembrano non divergere sensibilmente. 

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.