Alla fine, Giovanni Toti, presidente della Liguria, ha gettato la spugna. A consegnare la lettera di dimissioni “irrevocabili” all’ufficio protocollo della Regione è stato, venerdì mattina alle 10.40, l’assessore Giacomo Giampedrone su delega dello stesso Toti. Dal 7 maggio agli arresti domiciliari, Toti è accusato dalla Procura di Genova di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio.
«Dopo tre mesi dall’inizio dei miei arresti domiciliari e la conseguente sospensione dall’incarico che gli elettori mi hanno affidato per ben due volte – scrive Toti nelal sua lettera di commiato – ho deciso sia giunto il momento di rassegnare le mie irrevocabili dimissioni da presidente della Giunta Regionale della Liguria. Mentre viene resa pubblica questa mia lettera, che ho pregato il mio difensore Stefano Savi, di diffondere, il testo formale delle dimissioni viene consegnato al presidente facente funzione della Giunta e al presidente dell’assemblea legislativa per tutti gli adempimenti di legge. Mi assumo tutta la responsabilità di richiamare alle urne, anticipatamente, nei prossimi tre mesi, gli elettori del nostro territorio, che dovranno decidere per il proprio futuro. Oggi sento come necessario che i cittadini tornino ad esprimersi per ridare alla politica, al più presto, quella forza, quella autorevolezza, quello slancio, indispensabili ad affrontare le moltissime sfide che la Regione ha di fronte per continuare nel percorso di modernizzazione e crescita economica».
Secondo i magistrati il governatore avrebbe accettato dagli imprenditori Aldo e Roberto Spinelli “le promesse di vari finanziamenti e ricevuto complessivamente 74.100 euro”: 40mila sarebbero stati erogati l’8 e 9 dicembre del 2021, 15mila il 25 maggio del 2022 e altri 15mila l’8 settembre del 2022, tutti al Comitato Giovanni Toti. 4.100 euro sarebbero invece stati erogati il 10 marzo del 2023 “quale partecipazione alla cena elettorale per Giovanni Toti”.
In cambio dei finanziamenti, sempre secondo le accuse, il governatore si sarebbe impegnato ad “agevolare” gli imprenditori in una serie di pratiche: si sarebbe adoperato per “trovare una soluzione” che consentisse la trasformazione della spiaggia libera di Punta Dell’Olmo “da libera a privata”, si sarebbe dato da fare per sostenere “l’iter di una pratica edilizia relativa al complesso immobiliare di Punta Dell’Olmo pendente presso gli uffici regionali”; avrebbe lavorato per “velocizzare e approvare la pratica di rinnovo per trent’anni della concessione del “Terminal Rinfuse” alla “Terminal Rinfuse Genova Srl”, una società controllata al 55% dalla Spinelli Srl, pendente innanzi al Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del mar Ligure occidentale approvata il 2 dicembre del 2021. Ancora, si sarebbe impegnato per assegnare a Spinelli gli spazi nel porto “ex Carbonile Itar e Carbonile Levante”, assegnazioni avvenute a giugno e a dicembre del 2022, e un’area demaniale in uso a Autostrade; e per agevolare l’imprenditore “nella pratica del tombamento di Calata Concenter”, approvata a luglio del 2022. Con il suo capo di gabinetto Matteo Cossani, Toti è anche accusato di “aver accettato la promessa” del consigliere di amministrazione di Esselunga Spa Francesco Moncada “di un finanziamento illecito”: in sostanza ci sarebbe stato un “pagamento occulto di alcuni passaggi pubblicitari sul pannello esposto sulla Terrazza Colombo” per la campagna delle comunali del giugno 2022. In cambio, il governatore si sarebbe impegnato “a sbloccare due pratiche di Esselunga” in Regione e relative alla apertura di due punti vendita a Sestri Ponente e Savona.
Toti ha sempre respinto con fermezza ogni accusa mossa dalla Procura chiedendo, senza successo, in un paio di circostanze la revoca delle misure domiciliari. Anche dal punto di vista politico la situazione è diventata insostenibile sia con la Regione praticamente paralizzata dallo stato di detenzione di Toti sia dalle pressioni crescenti giunte da alleati e opposizioni.
Tra le prime reazioni politiche quella di Carlo Calenda, leader di Azione: «Toti è un nostro avversario. La valutazione sulla sua gestione è negativa. I profili di conflitto di interessi sono quanto di più estraneo alla prassi di Azione si possa immaginare. Ma forzare le dimissioni di un governatore attraverso l’imposizione di misure cautelari a
pioggia è indegno di uno Stato di diritto. Così come indegno è usare le inchieste come fondamento di un confronto politico. Non è stata un bella pagina per la democrazia italiana». Anche per la Lega «in Liguria si è di fronte all’ennesimo tentativo di sovvertire il voto popolare usando inchieste e arresti. La Lega non si fa intimidire e i cittadini
sapranno rispondere democraticamente riconfermando il centrodestra che ha rilanciato la Regione da tutti i punti di vista».
Come prevede lo Statuto regionale ligure, le elezioni ci saranno entro 90 giorni.
Giovanni Toti, 56 anni, giornalista e politico, è stato governatore della Liguria dal 2015 a oggi. Ex consigliere politico ed ex europarlamentare prima e coordinatore nazionale di Forza Italia poi, si stacca dal partito di Berlusconi nel 2019 quando fonda ‘Cambiamo!’ che nel 2022 confluisce in Italia al Centro e un anno più tardi in Noi
Moderati. Il primo aprile 2015 Toti viene candidato alla presidenza della Regione Liguria per la coalizione di centrodestra. Viene proclamato presidente l’11 giugno e si dimette da europarlamentare. Nel 2020 si ricandida per le regionali alla carica di presidente e vince con il 56,13% dei voti validi superando il candidato del centrosinistra, il giornalista Ferruccio Sansa che ottiene il 38,90%. Tra maggio e luglio 2021, Toti scioglie Cambiamo! e con il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro fonda Coraggio Italia, di cui diventerà vicepresidente vicario. Nel frattempo Toti lancia Italia al Centro con il quale corre alle elezioni politiche del ’22 come cartello elettorale insieme a Noi con l’Italia, Udc e Coraggio Italia. Il 17 ottobre 2023 Toti viene eletto presidente del consiglio nazionale di Noi Moderati.



