Presidenziali americane, la scelta della candidata Kamala Harris e la tenuta della democrazia a stelle e strisce pro o contro Trump, sono questi gli argomenti che abbiamo affrontato con Giorgio Bartolomucci, segretario del Festival della Diplomazia – Diplomacy intercettato a Roma. Il festival ideato da lui stesso nel 2010 e giunto alla XV edizione quest’anno si svolgerà dal 17 al 25 ottobre. Punto di incontro pluridecennale dedicato ad esperti, docenti, professionisti, diplomatici su geopolitica, relazioni internazionali e grandi temi di politica estera che ogni autunno affollano la capitale e i suoi consolati. (www.festivaldelladiplomazia.eu).
Dalla sua esperienza di politica internazionale, è stata una frase lapidaria quella del presidente uscente Biden nel suo discorso dalla Casa Bianca: “Ora è a rischio la democrazia!”. Questo mette in atto reazioni e divide, metterà anche a repentaglio la democrazia statunitense l’uscita di scena di Biden? E il puntare sulla Harris come successore?
La rinuncia di Biden, che fino a poche settimane fa non era scontata, ed è stata accelerata dalle sue difficoltà e gaffes e poi dalle pressioni ricevute da più parti, oggi rilancia il Partito Democratico, sebbene l’indicazione a puntare su Kamala Harris rappresenti una decisione dell’ultimo minuto, obbligata dai tempi ridotti ma certamente non il risultato di quella straordinaria selezione che negli USA è garantita dalle primarie. Lo stesso vale per Trump che si trova a essere l’unico candidato Repubblicano quasi per default, senza che nessuno, all’interno del Partito, abbia provato a mettere in dubbio la sua nomination.Questo potrebbe essere alla base di una sconfitta attualmente vista come molto improbabile.
Per quanto riguarda la tenuta della democrazia statunitense post elezioni che idea si é fatto?
In uno dei seminari che a ottobre, due settimane prima delle Elezioni USA, si svolgeranno a Roma durante la XV edizione del Festival della Diplomazia, si parlerà di Virus e Antivirus nella Democrazia degli Stati Uniti. Una democrazia che nella storia di questa Nazione ha sempre trovato al proprio interno gli anticorpi per sconfiggere, difendere e curare le proprie malattie, le difficoltà e le crisi. Per chiudere la frase della Harris non è altro che una chiamata alle urne contro un avversario che viene proposto com un agente infettivo per la democrazia, ma credo che qualunque sia il risultato elettorale il sistema democratico americano non sia in pericolo, perché saprà adottare tutte le misure necessarie alla propria difesa



