Continui avvistamenti del terribile pesce scorpione: ecco dove

venerdì, 16 Agosto 2024
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Crescono le segnalazioni per l’avvistamento di pesci scorpione nel Mediterraneo, una specie aliena proveniente dal Mar Rosso e che ha fatto il proprio ingresso nei nostri mari attraverso il Canale di Suez.  

Le prime osservazioni risalgono al 2013 tra Turchia, Libano e Siria, ma da allora sembrano essersi moltiplicate, interessando anche le coste italiane.  

Il primo avvistamento nel nostro Paese risale al 2016, quando un esemplare fu segnalato in Sicilia; successivamente, un secondo pesce scorpione fu individuato in Puglia. Altri avvistamenti sarebbero avvenuti in Calabria, in particolare a Le Castella, in provincia di Crotone, e a Marina di Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria. 

Ecco le immagini di un esemplare di pesce scorpione avvistato ad Arki, un’isola greca nel Dodecaneso:

Per quanto affascinanti per il loro aspetto, i pesci scorpione (Pterois miles) rappresentano una seria minaccia per l’uomo e, più in generale, per l’intero ecosistema mediterraneo. 

Questa specie, infatti, non solo risulta particolarmente invasiva (si conta che possa giungere a depositare circa due milioni di uova ogni anno), ma a causa della sua voracità mette a serio rischio le altre specie, non temendo la presenza di grandi predatori che, non abituati alla vista di questo pesce dagli aculei vistosi e dai colori minacciosi, preferiscono tenersene alla larga. 

Non è poi da sottovalutare il rischio diretto che questo pesce rappresenta per l’uomo a causa della sua tossicità: grazie agli aculei presenti sul dorso e sulla coda, infatti, il pesce Scorpione può provocare punture che possono causare dolore persistente, vomito, convulsioni, paralisi minori, difficoltà respiratorie e, nei casi più gravi, la morte. 

Da tempo gli esperti hanno iniziato a riflettere su alcune strategie finalizzate a limitare la proliferazione di questa specie, giungendo addirittura a consigliarne la pesca e l’alimentazione: nonostante gli aculei conservino il loro veleno anche dopo la morte, il pesce risulta commestibile ed è già considerato un piatto prelibato nelle regioni caraibiche in cui da tempo viene consumato regolarmente. 

Purtroppo, l’aumento delle temperature dei nostri mari, tra cui non fa eccezione il Mediterraneo, favorisce la diffusione di specie aliene, tra cui il pesce scorpione non rappresenta un’eccezione. 

Tra i pesci considerati “pericolosi” per la loro tossicità, infatti, è inoltre opportuno menzionare la diffusione del pesce coniglio (scuro e striato) e del pesce palla maculato. I primi due presentano spine sul dorso che iniettano veleno, mentre il pesce palla risulta tossico se ingerito. 

Una cosa è certa: nella maggior parte dei casi, gli avvistamenti di questa specie sono stati registrati da subacquei in fase di immersione, elemento che sembrerebbe limitare un rischio diretto per i bagnanti.  

Qualora vi capitasse di vederne uno, tuttavia, non esitate a segnalarne la posizione contattando il numero attivo per la campagna “Attenti a quei 4” (+39 3204365210) o inviando un messaggio al gruppo Facebook “Oddfish”, utilizzando l’hashtag “#Attenti4”. 

In natura vige poi la regola aurea dell’aposematismo: gli animali che presentano colorazioni vivaci, disegni vistosi o strisce contrastanti di rosso, arancione, giallo, nero e bianco, sono spesso velenosi o comunque pericolosi: un chiaro ed utile avvertimento ai predatori e all’uomo di tenersi alla larga.  

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