Il Governo s’appresta a cucinare la pietanza economica del 2025, mescolando ingredienti noti a nuove spezie fiscali. Nel menù, che sarà servito agli italiani, spiccano alcuni piatti forti:
Il piatto principale: alleggerimento del carico fiscale
La riforma IRPEF, con l’accorpamento dei primi due scaglioni, e il taglio del cuneo fiscale si confermano come i pilastri della portata principale. Questi interventi mirano a rendere più digeribile la busta paga dei lavoratori dipendenti.
L’antipasto occupazionale: superbonus assunzioni
Come aperitivo, si prospetta la conferma del “Superbonus assunzioni”, un cocktail fiscale che prevede una deduzione del 120% sul costo del lavoro per i nuovi contratti.
Il contorno innovativo: flat tax sugli straordinari
Una nuova ricetta potrebbe essere aggiunta al menu: una flat tax al 15% sugli straordinari, per rendere più appetibile il lavoro extra.
La dieta fiscale: taglio alle agevolazioni
Il Governo si prepara a mettere a dieta le tax expenditure, puntando a far dimagrire le voci minori per un risparmio di circa 2 miliardi di euro. Tuttavia, le portate principali come spese sanitarie e detrazioni sul lavoro rimarranno intatte.
Il dessert in sospeso: riforma pensioni
Il capitolo pensioni resta come un soufflé ancora da cuocere. La Lega propone la ricetta “Quota 41”, mentre Forza Italia vorrebbe arricchire il piatto delle pensioni minime.
Il digestivo: spending review
Per digerire il tutto, si prevede una spending review sui ministeri, con l’obiettivo di distillare risparmi fino a 4 miliardi.
La lista della spesa
Il conto della Manovra 2025 sarà coperto principalmente dall’incremento delle entrate fiscali. Il Governo attende con ansia i dati sul gettito IRPEF e IRES, come un ristoratore che controlla l’incasso di fine serata.
Le prime certezze arriveranno con la NaDEF, il menu definitivo dell’economia italiana, mentre entro il 20 settembre verrà inviato a Bruxelles il Piano Strutturale di Bilancio, una sorta di lista della spesa per i prossimi anni.
In questo ristorante economico, il Governo si trova a dover bilanciare le richieste dei commensali (i cittadini) con le possibilità della cucina (le risorse disponibili), cercando di servire un pasto che soddisfi tutti senza mandare in rosso i conti.



