Spari a Trump. Campagna elettorale complicata e polemiche

lunedì, 16 Settembre 2024
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Colpi d’arma da fuoco ancora contro Trump, obbiettivo sensibile, numero uno al mondo a scatenare odio e rancore. Ma vediamo cosa è successo a partire dalla tarda serata di ieri esattamente le 13,30 in Florida le 19,30 ora italiana. Un uomo di circa 58 anni è stato arrestato da Fbi e Secret Service per il “tentato assassinio” dell’ex presidente Usa. Mentre il Tycoon giocava a golf la scorta sente i colpi di arma da fuoco, Trump viene portato subito in salvo e poco dopo tranquillizza sui social: “Sono al sicuro e sto bene. Niente mi rallenterà. Non mi arrenderò mai. Vi amerò sempre per il vostro sostegno”. Gli inquirenti dopo l’inseguimento dell’uomo che sulle prime si era dato alla fuga lo hanno accerchiato diffondendo i dettagli: il sospetto aveva un’arma, un mitra e una telecamerina GoPro. Sembra una trama degna di un’ordita spy story ma si tratta di cronaca, soprattutto un altro attentato sempre contro Trump a due mesi da quello del 13 luglio durante un comizio in Pennsylvania quando il tycoon venne ferito ad un orecchio. Qualcosa però a livello di sospetto resta: al momento dell’arresto, l’uomo il presunto attentatore, non ha opposto resistenza e non era armato. Tra le siepi dove si era appostato sono stati recuperati un’arma con binocolo, due zaini con munizioni, una telecamerina GoPro. Al momento si indaga su un presunto fallito attentato. Resta da capire chi fosse l’attentatore, se si tratti di un “lupo solitario” uno squilibrato o qualcuno lo abbia armato. Tra le ipotesi la più accreditata la “pista iraniana”: funzionari dell’intelligence avrebbero recentemente informato la campagna di Trump di indizi secondo cui l’Iran starebbe pianificando di intensificare gli attacchi contro l’ex presidente e le persone a lui vicine. Sollevata dall’epilogo dell’attentato anche la candidata dem Kamala Harris: ”Sono lieta che stia bene. La violenza non ha posto in America”.

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