Musk premia Giorgia Meloni: «Persona onesta, vera, autentica»

martedì, 24 Settembre 2024
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Giorgia Meloni
Global Citizen Awards

Che Giorgia Meloni ed Elon Musk si siano piaciuti dal primo momento, non è un mistero. Tuttavia, il Global Citizen Award 2024 dell’Atlantic Council, che l’enigmatico fondatore di Tesla ha conferito alla presidente del Consiglio, può essere ragionevolmente considerato una medaglia da appuntarsi al petto se non altro per le motivazioni dalle quali è scaturito. Per Musk la Meloni è meritevole del premio «per il suo ruolo pionieristico di prima donna capo di governo in Italia, il suo forte sostegno all’Unione Europea e all’alleanza transatlantica nonché per la sua presidenza del G7 nel 2024». Lo stesso premio è stato consegnato anche al presidente del Ghana, Nana Addo Dankwa Akufo-Addo, al primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, e alla vicepresidente della holding sud-coreana CJ Group, Miky Lee.

I riconoscimenti vengono consegnati ogni anno a margine della settimana di alto livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a personalità internazionali che più si sono distinte a livello globale. Tra i precedenti vincitori del riconoscimento Shimon Peres, Henry Kissinger, Volodymir Zelensky, Christine Lagarde, Rania di Giordania; Mario Draghi, il ceo di Google e Alphabet Sundar Pichai.

Tra sincero apprezzamento e un’indubbia caduta di stile «Più bella dentro che fuori», Musk si è detto onorato di consegnare il premio a una persona che ha fatto un lavoro incredibile come premier, con una crescita e un’occupazione record. È una persona onesta, vera, autentica».

La premier ha ringraziato, spaziando, opportunamente, nel suo ragionamento: «In un tempo dominato dal caos, l’Italia si schiera fermamente al fianco di chi difende la propria libertà e sovranità, non solo perché è giusto farlo, ma anche perché è nell’interesse dell’Italia e dell’Occidente impedire un futuro in cui prevalga la legge del più forte, come politico, hai fondamentalmente due opzioni: essere un leader o un seguace, indicare una rotta o meno, agire per il bene del tuo popolo o agire solo guidato dai sondaggi. Bene, la mia ambizione è guidare, non seguire».

Nel suo discorso la Meloni ha anche difeso e lodato i valori dell’Occidente «di cui non dovremmo vergognarci» ammonendo contro i suoi rischi di «auto-sminuirsi con un crescente disprezzo che ci porta a voler cancellare con la violenza i simboli della nostra civiltà, negli Stati Uniti come in Europa» e, dall’altro, «di pretendere spesso di essere superiore agli altri. L’Occidente – ha detto – rischia di diventare un interlocutore meno credibile. Il cosiddetto Sud globale chiede più influenza. Le nazioni in via di sviluppo che sono ormai ampiamente consolidate collaborano autonomamente tra loro. Le autocrazie stanno guadagnando terreno sulle democrazie e rischiamo di assomigliare sempre di più a una fortezza chiusa e autoreferenziale. In Italia, per invertire questa rotta, abbiamo deciso di lanciare il Piano Mattei per l’Africa, un modello di cooperazione paritaria per costruire con i Paesi africani un partenariato nuovo e duraturo».

Infine, un pensiero a Michael Jackson «il mio professore d’inglese», citando la canzone “Man in the mirror”. «Inizio dall’uomo allo specchio, gli chiedo di cambiare i suoi modi. Dobbiamo iniziare da noi stessi, per sapere chi siamo veramente e rispettarlo, così da poter comprendere e rispettare anche gli altri».

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