Francesca Pascale è oggi il nome di una inedita e sottile inquietudine che percorre le alte sfere di Forza Italia: l’ex “zarina” di Arcore, la ex giovane compagna di Silvio Berlusconi, la nuova Teodora della Bisanzio brianzola che fu, questa ragazza dall’esuberanza partenopea che fece a un certo punto irruzione sulla scena pubblica, s’è per caso messa in testa di lanciarsi in politica, se non addirittura di prendersi il partito fondato dal Cavaliere?
Lei nega una simile intenzione. «Non scenderò in politica. Ci ho provato, ma ho rinunciato», ha detto un paio di settimane fa, ospite di Lilli Gruber a “Otto e mezzo”. Ma si tratta una di quelle classiche smentite che fanno crescere i sospetti invece di dissolverli, anche perché la Pascale sta aumentando sensibilmente il suo attivismo mediatico, tra partecipazioni ai talk show e interviste. Nell’ultima, al “Foglio”, parla pressoché solo di politica. «Voglio che il partito si dia un svegliata», dice a un certo punto. Parla così una persona che non intende “scendere” in politica?
Per capire il personaggio Pascale e provare a immaginare quali possano essere le sue intenzioni occorre però fare un passo indietro e ripercorrere brevemente la sua storia, partendo dal tempo in cui fu reso pubblico il suo legame sentimentale con Silvio Berlusconi, agli inizi del 2012.
Cominciamo a dire che il suo ingresso ad Arcore servì a rinfrescare un po’ l’immagine del Cavaliere. Berlusconi veniva da un periodo piuttosto difficile. Da qualche mese non era più presidente del Consiglio, disarcionato dallo Spread e dalla diabolica accoppiata Merkel/Sarkozy. A questa caduta, andava aggiunto il caso di Ruby, corredato dalle famose “serate eleganti” di Arcore. L’Italia ancora rideva della storia della ragazza “nipote di Mubarak”, a cui avevano peraltro “creduto” la bellezza di 314 deputati qualche mese prima. Sul Cav pendeva l’accusa assai poco onorevole (anche per un vecchio “sciupafemmine” come lui) di corruzione di minorenne. Insomma, ad essere contemporaneamente compromesse, erano sia la sua immagine politica sia quella privata.
Proprio in quel momento critico arriva il ciclone Pascale. Non che la misteriosa e fascinosa ragazza napoletana risolva i problemi di Silvio, ma sicuramente gli ridà un po’ di smalto e di fiducia. Quotidiani, rotocalchi, siti web sono inondati dalle immagini della coppia che passeggia sorridente e solare per i giardini di Villa San Martino. Il colpo d’ala della giovane Francesca è un barboncino bianco di nome Dudù, che entra stabilmente nelle foto del Berlusconi “privato” e nella “famiglia” di Arcore. È una trovata a suo modo geniale, perché Dudù offre quel tocco di tenerezza, letizia e serenità che serve come il pane, in quel momento, alla offuscata figura dell’ex presidente del Consiglio.
Non si tratta solo di un fatto privato ma di una soluzione essenzialmente politica, anche perché, nel caso di Berlusconi, privato e politico coincidono alla perfezione. E Dudù, suo malgrado, viene utilizzato dalla Pascale, un paio d’anni dopo, a corredo di un “trasgressivo” messaggio politico. La compagna di Berlusconi fa visita al Gay Village di Roma affermando di essere favorevole alle unioni civili e di avere anche il “sospetto” che il suo Dudù abbia tendenze un po’ omosex. In realtà il povero cagnolino è stato tirato in ballo a sproposito, tant’è che, di lì a un anno, avrà la gioia di diventare papà grazie alla sua compagna Dudina, che gli regalerà una bella cucciolata. Ma il messaggio politico era ormai passato. E le tendenze sessuali del famoso barboncino non interessano a quel punto più a nessuno.
Con il declino politico di Berlusconi e di Forza Italia, si attenua anche la fortuna mediatica della giovane Francesca, la quale scompare dai radar nel 2020, quando la sua storia d’amore con Silvio finisce e la giovane napoletana deve lasciare Arcore (non senza però “buona uscita” e vitalizio).
A quel punto, tutti pensano che della Pascale non si sentirà più parlare, se non in qualche cronaca di gossip minore. Invece no. Francesca ricompare due anni dopo sulla scena mediatica attraverso il suo “matrimonio” con la cantante Paola Turci. È un’altra metamorfosi dell’ex compagna del Cav, che in quel momento assurge a icona Lgbt.
Ma questo nuovo, chiamiamolo così, “look” non dura molto. L’ennesima trasformazione avviene qualche mese fa, quando la Pascale annuncia la fine del suo rapporto con la Turci e comincia la sua offensiva mediatica a carattere “politico”.
Che cosa si può al dunque dedurre, dalla sua storia, circa le sue intenzioni odierne? Si butta o non si butta in politica? Diciamo che la sua capacità di autotrasformarsi e la sua sensibilità mediatica possono far supporre che Francesca intenda proporsi come fattore di rinnovamento di Forza Italia. Se ha rinfrescato l’immagine di Berlusconi, perché non potrebbe anche svecchiare quella del partito?
Questa potrebbe essere anche, in prospettiva, la scommessa di Pier Silvio e Marina Berlusconi, i quali continuano a soffrire l’egemonia di FdI nel centrodestra e vorrebbero riequilibrare, per quanto possibile, le cose, come ha recentemente dimostrato il rilancio del tema ius scholae da parte di Antonio Tajani.
Magari la carta Pascale non verrà giocata subito, anche perché gli equilibri dentro il partito non possono cambiare dall’oggi al domani. Va però aggiunto che il tempo non gioca a favore di Tajani, il quale ha già 71 anni mentre Francesca ne ha 39. Quindi Pascale, che non dimostra peraltro di avere fretta, può tranquillamente giocare a fare la “madrina” di una FI in via di reinvenzione . «La mia idea di politica anche oggi è quella della rappresentanza, voglio fare la differenza in Forza Italia, non mi interessa un incarico», ha detto nell’intervista al “Foglio”. C’è dunque da attendersi una sua crescente presenza nel dibattito pubblico? Staremo a vedere. Comunque vada, è probabile che di questa vulcanica napoletana sentiremo parlare anche in futuro. In un modo o nell’altro. Anche senza Dudù, il quale, nel frattempo, sarà pure diventato bisnonno.



