Sale la tensione sul corteo pro Palestina previsto domani a Roma. Setacciati sin dalla mattina ambienti universitari di stampo anarchico e insurrezionalista, controlli a tappeto sui caselli autostradali. Si teme il pericolo infiltrati. Alla luce della crisi in Medioriente e degli attacchi israeliani sul fronte di Hezbollah in Libano, la macchina della sicurezza nazionale è al lavoro da parecchie ore. Sotto la lente degli investigatori anche i social. Un dispositivo di sicurezza è attivo sin dall’alba intorno all’area della manifestazione in zona Ostiense a Roma. A due giorni dal primo anniversario dell’attacco di Hamas in Israele il 7 ottobre la manifestazione di sabato si annuncia già carica di tensioni e polemiche malgrado il divieto imposto dalla Questura alcuni gruppi potrebbero confluire a piazzale Ostiense. Sarà massima l’attenzione delle forze dell’ordine che hanno già schierato uomini e mezzi e un tavolo tecnico che verrà messo a punto in Questura in queste ore il primo presieduto dal neo questore Roberto Musumeci che nella giornata di insediamento ha avvisato: “Se c’è un divieto va fatto rispettare e al momento c’è un dialogo con i promotori dell’iniziativa di sabato per vedere di trovare tempi diversi e una cornice di legalità alla manifestazione”. Intanto la comunità palestinese di Roma e Lazio ha fatto sapere che non scenderà in piazza il 5 ma di aver concordato una nuova data per la manifestazione il 12 ottobre a Piramide per chiedere il cessate il fuoco, lo stop al genocidio e ai bombardamenti israeliani in Libano e la Palestina libera.
Corteo pro Palestina a Roma, ecco gli allarmi e le tensioni
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martedì, 20 Ottobre 2026
