Sempre più alta la tensione in Libano. E’ di poche ore fa la notizia di scontri al confine dove una delle vittime è un leader del braccio armato di Hamas mentre (secondo reuters) ci sono state diverse esplosioni nella zona dell’aeroporto di Beirut dove si sono alzate colonne di fumo importanti. Intanto la forza di pace Onu Unifil, di cui fanno parte oltre 1.000 soldati italiani, ha fatto sapere ufficialmente che non lascerà le posizioni che tiene nel sud del Libano, malgrado la richiesta da perte di Israele di “ricollocarsi” a nord. A legittimare gli attacchi del 7 ottobre di un anno fa arriva puntuale anche il sermone del venerdì del leader supremo Kahamenei che chiama a raccolta i Paesi arabi affinché combattano uniti contro Israele. Intanto fonti della Farnesina informano che tra i cittadini europei partiti dal Libano sono arrivati a Fiumicino 178 italiani in fuga, scampati all’attacco israeliano nella zona dell’aeroporto. Oltreoceano si osserva ma non inermi. Il segretario di Stato americano Antony Blinken annuncia che: “Gli Usa forniranno circa 157 milioni di dollari in nuovi aiuti umanitari per supportare le popolazioni colpite dal conflitto in Libano”. Il finanziamento fanno sapere dalla Casa Bianca affronterà le esigenze degli sfollati e delle popolazioni di rifugiati all’interno del Libano e delle comunità che li ospitano. Gli aiuti forniti da cibo, e kit di sopravvivenza, informa il dipartimento di stato americano, saranno di supporto anche per la popolazione siriana. Ma il conflitto si estende sempre di più: gli impianti petroliferi iraniani sono nel mirino di Israele, che prepara la risposta. L’Iran dal canto suo minaccia di colpire le raffinerie e i giacimenti di gas israeliani se lo Stato ebraico attaccasse il fuoco. Il presidente americano Biden da Washington stava discutendo con il governo di Gerusalemme la possibilitа’ di raid israeliani sugli impianti petroliferi iraniani in risposta all’attacco missilistico sferrato martedì da Teheran. Su questo argomento l’ex inquilino della Casa Bianca Trump scende in campo durante un comizio in North Carolina con un suggerimento dei suoi: “Colpite il nucleare prima e preoccupatevi poi”.
Libano, scontri al confine e minacce nucleari. Parla Trump
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