Volkswagen, il suo fallimento elettrico é quello dell’Ue. Leggere per credere

giovedì, 31 Ottobre 2024
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Iniziano a manifestarsi gli effetti della drammatica crisi economica e soprattutto industriale, che attanaglia la Germania. Il gruppo automobilistico tedesco Volkswagen un paio di giorni fa ha annunciato la prossima chiusura di tre fabbriche, ma ne sarebbero a rischio chiusura almeno dieci. I dirigenti del gruppo automobilistico vorrebbero imporre inoltre una riduzione dello stipendio del 10% a tutti i dipendenti, con la prospettiva di due anni senza aumenti salariali. Così in Germania sono cominciati gli scioperi. Martedì sera il sindacato Ig Metal ha lanciato la prima ondata di proteste nell’industria metallurgica ed elettrica tedesca. Hanno aderito allo sciopero anche i dipendenti delle case automobilistiche Volkswagen e Bmw. Durante la giornata di sciopero il lavoro sarà sospeso in tutta la Germania. Secondo Ig Metal, 250 dipendenti dello stabilimento Volkswagen di Osnabruck, che rischia la chiusura, stanno partecipando ad uno sciopero di avvertimento. Anche a Ratisbona i dipendenti si sono radunati davanti allo stabilimento Bmw con cartelli. E’ previsto uno sciopero anche nello stabilimento Audi di Ingolstadt per tutta la giornata.

Le ragioni di questa crisi sono evidentissime e dimostrano la totale mancanza di lungimiranza della classe dirigente tedesca. L’industria tedesca sulla quale è stata modellata tutta l’impalcatura economica dell’Unione Europea, era forte e concorrenziale solo in quanto utilizzava energia a basso costo e cioè il gas e il petrolio provenienti dalla Federazione Russa. Con l’inizio della guerra in Ucraina la Germania si è resa promotrice, insieme alla Francia, delle sanzioni alla Russia. Quindi ha cominciato a sospendere l’acquisto di gas e petrolio russi, chiudendo anche un occhio sul sabotaggio del gasdotto Nordstream II. Come si dice in gergo, la Germania ha cominciato a segare l’albero sul quale era seduta. Il cascatone era più che prevedibile. Ma i leader tedeschi speravano che fosse la Russia a crollare. Pia illusione! La Russia ha girato i gasdotti dall’Europa all’Asia e ha cominciato a fare affaroni con la Cina e l’India, che peraltro fanno parte dei Brics. Di conseguenza la Germania è stata costretta ad acquistare il gas a prezzi molto più elevati. Al danno si è aggiunta poi anche la beffa: la Cina acquistava ingenti quantità di gas russo, che trasformava in gnl (gas naturale liquefatto). Il gas russo, come per magia, diventava gnl cinese e veniva venduto ai paesi europei a prezzi maggiorati. Incredibile! Ma il colpo di grazia all’industria tedesca lo ha dato la “transizione green”, promossa dai genialoni dell’Ue. La Volkswagen perciò si è lanciata nella produzione delle auto elettriche. Ma queste autovetture “ecologiche” non sono piaciute, primo perché sono bombe a orologeria e secondo perché quelle cinesi sono migliori e costano meno. Un vero e proprio disastro. Se la Germania non riallaccia rapporti economici e commerciali con la Russia, saranno guai.

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