Oggi, lunedì 4 novembre, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato ai festeggiamenti per la Festa delle Forze Armate, deponendo, come ogni anno, una corona sulla Tomba del Milite Ignoto per onorare tutti i soldati caduti per la Patria.
Alla cerimonia, che si tiene simbolicamente il giorno successivo all’armistizio di Villa Giusti del 3 novembre 1918 (con cui fu sancita la vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale), hanno partecipato anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro della Difesa Guido Crosetto.
Il Capo dello Stato ha tenuto un discorso molto sentito sull’importanza delle Forze Armate nella storia italiana e sul loro ruolo nel mondo di oggi, lanciando un messaggio speciale ai nostri connazionali impegnati nella missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) e nella Joint Task Force dell’esercito, anch’essa operante in Libano.
Guardando al passato, Mattarella ha ricordato: “Il 4 novembre celebra l’Unità nazionale e onora le Forze Armate, le cui imprese hanno contribuito a fare dell’Italia una nazione indipendente, libera, ispirata a valori democratici e di pace. Una data che evoca avvenimenti lontani, guerre e combattimenti sanguinosi che portarono devastazioni e ferite nella società del tempo. Oggi, la Repubblica guarda con rispetto e devozione al percorso che, dal Risorgimento alla Prima Guerra Mondiale, alla Liberazione, alla scelta della solidarietà europea e atlantica, ha saputo costruire un Paese coeso, unito, portatore di valori di pace nella comunità internazionale”.
Riguardo al presente, ha dichiarato: “Le nostre Forze Armate continuano a operare in terre lontane in numerose missioni, sottolineando con il loro impegno la vocazione del nostro Paese a coltivare e preservare il rispetto del diritto internazionale”.
Concludendo con: “Un particolare pensiero va ai nostri militari schierati in Medio Oriente, dove, per mandato delle Nazioni Unite e nell’ambito di missioni bilaterali, continuano ad assicurare il proprio contributo per il mantenimento della pace, alleviando le sofferenze della popolazione inerme in una situazione umanitaria drammatica e promuovendo il rispetto del diritto internazionale umanitario”.



