In Italia otto morti al giorno sulle strade: la sicurezza è ancora un miraggio

sabato, 16 Novembre 2024
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Incidenti

Ogni anno, più di un milione di persone nel mondo perdono la vita in incidenti stradali. In Italia, mediamente otto al giorno, peggio di una pandemia. La “Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada”, che si celebra la terza domenica di novembre, ricorda l’urgenza di garantire strade più sicure. Proclamata dall’Onu nel 2005, questa ricorrenza è l’occasione per riflettere sulle vite perse e sensibilizzare sulla sicurezza stradale, con eventi e iniziative educative, a partire dalle scuole. Tuttavia, il cammino verso una riduzione significativa delle vittime è appena iniziato.

I numeri globali. Si tratta di un tema delicato, che non riguarda solo le vittime e i loro familiari, ma è cruciale per ogni Paese. Il Report Globale 2023 sulla sicurezza stradale realizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, ha registrato 1,19 milioni di morti per incidenti stradali. Proprio la strada rappresenta la principale causa di morte per bambini e giovani tra i 5 e i 29 anni. L’Europa, a livello globale, con 20.385 decessi nel 2023, è l’area geografica che ha messo maggiormente in atto politiche di prevenzione nei confronti dell’incidentalità stradale, registrando una riduzione delle vittime del 10%, rispetto al 2019. Tuttavia, il ritmo di miglioramento è inferiore all’obiettivo Ue di dimezzare il numero di decessi e feriti gravi entro il 2030, che richiederebbe una riduzione annuale del 4,5%.

La situazione in Italia. Nel 2023 lo studio statistico di Aci e Istat ha registrato 3.039 decessi, una media di 8 morti al giorno, e 52 vittime per milione di abitanti. I numeri sono in calo del 3,8% rispetto all’anno precedente, ma l’Italia è ancora ben lontana, sia dalla media europea di 45 morti per milione di abitanti, sia dalla Svezia, prima in classifica, con 22 morti per milione. Le vittime sono diminuite su tutte le tipologie di strada, con un calo significativo, del 19%, sulle autostrade. La riduzione è invece più modesta per le strade extraurbane e urbane.

Il costo economico. Il costo dell’incidentalità stradale, con lesioni alle persone, nel nostro paese, resta molto elevato: nel 2023 ha raggiunto i 18 miliardi di euro: addirittura l’1% del Pil nazionale. Cifra che cresce ulteriormente, raggiungendo i 22,3 miliardi di euro, se si considerano anche i costi legati ai sinistri con soli danni alle cose (circa 4,3 miliardi di euro).

«La Giornata Mondiale in memoria delle Vittime della Strada vorrei che diventasse l’occasione per riflettere e agire concretamente per migliorare la sicurezza delle nostre infrastrutture stradali – spiega Roberto Impero, autorevole esperto internazionale di sicurezza stradale passiva e Ceo di SMA Road Safety – le reti autostradali italiane rappresentano un’eccellenza, ma per le strade comunali e provinciali abbiamo dati sconfortanti. Possiamo stimare che il 60% non sia a norma. Cuspidi stradali, alberi, pali segnaletici, piloni e parti terminali del guardrail, che rappresentano degli ostacoli fissi presenti in moltissime tratte stradali, sono troppo spesso completamente sprovvisti di sistemi di protezione. Mi riferisco agli attenuatori d’urto, alle barriere longitudinali o ai terminali di barriera che hanno lo scopo di assorbire l’energia cinetica, prodotta dal veicolo in caso di impatto, arrestandone la corsa e azzerando o riducendo al minimo le conseguenze negative per conducente e occupanti del veicolo. In tantissimi altri casi – aggiunge Impero – questi dispositivi sono presenti, ma sono danneggiati, obsoleti e in attesa di essere sostituiti, tra continui rimpalli di competenza fra comune, regione ed ente gestore. È necessaria una mappatura puntuale dei punti pericolosi, per metterli una volta per tutte in sicurezza. Non è solo una questione etica, è un obbligo di legge, perseguibile come “omicidio stradale colposo” ai danni del gestore della strada».

Cultura e responsabilità. «Oggi si pensa alla sicurezza stradale unicamente come una responsabilità attiva dell’automobilista. Certamente seguire le regole alla guida è cruciale, ma anche la qualità della strada che si percorre è fondamentale nel determinare l’esito di un incidente, indipendentemente dalle cause che lo hanno provocato. Il ministro Matteo Salvini ha dichiarato che dal 19 novembre il nuovo codice della strada entrerà in aula per essere definitivamente approvato, dopo mesi di modifiche, emendamenti e riflessioni. Speriamo che possa rappresentare una risposta concreta all’urgenza che mina la sicurezza delle nostre strade».

Foto: Freepik

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