L’incidente si ripete. E come tre settimane fa quando un drone aveva colpito la casa di Netanyahu a Cesarea, in queste ore è accaduto di nuovo. Due razzi sono stati sparati contro la residenza privata della famiglia del primo ministro israeliano e anche in questo caso nessuno era in casa e non sono stati segnalati danni. La notizia è stata confermata dai servizi segreti israeliani e dalla polizia. E mentre il bersaglio numero uno è in stato di massima sicurezza l’esercito conferma che questo è il segnale di una grave escalation. Subito dopo l’esplosione è stato avvistato un elicottero volare sopra la casa del presidente e a notte fonda secondo le ultime testimonianze tre persone sospette sono state arrestate. Dura la reazione in queste ore della politica israeliana all’attacco. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato l’incidente e ha messo in guardia “contro un aumento della violenza nella sfera pubblica”. Il leader dell’opposizione Yair Lapid e il presidente di National Unity Benny Gantz hanno entrambi rilasciato dichiarazioni in cui condannano l’incidente e chiedono alle forze dell’ordine di: “assicurare i colpevoli alla giustizia”. Nel frattempo, il ministro della Sicurezza nazionale di estrema destra Itamar Ben Gvir dichiara che: “L’incitamento contro il primo ministro Benjamin Netanyahu supera ogni confine” e che l’incidente di questa sera supera un’altra linea rossa. “Oggi è un razzo e domani e’ fuoco vivo”, afferma, chiedendo di porre fine alla violenza.



