Altro che Siena: Banco BPM obiettivo di UniCredit per dominare in Lombardia

martedì, 26 Novembre 2024
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UniCredit accelera nel risiko bancario europeo, puntando tutto su un’operazione cruciale: l’acquisizione di Banco BPM tramite un’offerta pubblica di scambio valutata circa 10 miliardi di euro. L’operazione, se finalizzata, creerebbe il primo gruppo bancario italiano e il terzo per capitalizzazione di mercato in Europa, superando Intesa Sanpaolo. Tuttavia, la manovra non è priva di sfide: tra perplessità politiche e regolamentari, il percorso si preannuncia complesso.

Banco BPM: un obiettivo strategico per Orcel

L’acquisizione di Banco BPM si inserisce in una strategia chiara: rafforzare la presenza di UniCredit nelle aree più produttive d’Italia. Con una rete capillare di filiali in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, Banco BPM rappresenta una porta d’accesso privilegiata a un mercato bancario che copre il 20% delle quote nel Nord Italia e il 14% a livello nazionale. Oltre a consolidare la posizione nel retail banking, l’operazione offrirebbe un’importante sinergia nel settore del risparmio gestito, grazie anche al controllo di Anima Holding, acquisita recentemente dal gruppo BPM.

Ma non mancano i dubbi politici. Da Palazzo Chigi è arrivata una presa di posizione netta, con il governo pronto a valutare il dossier tramite il golden power. «La finalità dell’operazione non è chiara, considerando il parallelo interesse di UniCredit per Commerzbank», ha dichiarato il governo. Il vicepremier Matteo Salvini, critico verso concentrazioni bancarie che potrebbero danneggiare il sistema italiano, ha sollevato dubbi sul tempismo e sulla strategia. «UniCredit ormai di italiano ha poco e niente», ha sottolineato, temendo che l’operazione possa compromettere un possibile terzo polo bancario italiano tra Banco BPM e Monte dei Paschi.

Il golden power e il futuro delle banche italiane

Il ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, ha richiamato l’importanza di valutare l’operazione con prudenza: «Il modo più sicuro per perdere una guerra è combatterla su due fronti», ha avvertito, riferendosi ai contemporanei impegni di UniCredit in Germania. Mentre Forza Italia si oppone a un intervento diretto, il Mef ricorda che il golden power non è un’opzione discrezionale, ma un obbligo di legge per tutelare gli interessi nazionali e i risparmiatori.

Banco BPM, dal canto suo, non intende cedere facilmente. Il CEO Giuseppe Castagna, al timone della banca da un decennio, ha trasformato l’istituto in un leader di mercato grazie a una gestione orientata alla modernizzazione e al radicamento territoriale. Se l’offerta di UniCredit non sarà ritenuta adeguata, Castagna potrebbe optare per un’alleanza alternativa, magari proprio con MPS, per dare vita a quel terzo polo auspicato da una parte della politica.

Una mossa per evitare lo “straniero”?

La tempistica dell’offerta non è casuale. Crédit Agricole, con il suo 10% di Banco BPM, rappresentava una minaccia concreta: un’eventuale mossa del gruppo francese avrebbe potuto cambiare gli equilibri del settore bancario italiano. Anticipare Agricole ha permesso a Orcel di prendere l’iniziativa, ma il prezzo proposto – con un premio dello 0,5% – è stato accolto con freddezza dai vertici di Banco BPM, che potrebbero richiedere un aggiustamento in contanti.

Non si escludono, inoltre, possibili contropartite per i soci di Banco BPM. UniCredit potrebbe offrire asset o filiali, come fece Intesa Sanpaolo con BPER nell’operazione UBI Banca, oppure negoziare una partnership strategica con Agricole nel wealth management, magari rinnovando gli accordi con Amundi.

La sfida Commerzbank e il rischio di dispersione

Parallelamente, UniCredit non rinuncia alle sue ambizioni in Germania. L’investimento in Commerzbank – attualmente al 21%, con possibilità di salire al 29% – resta strategico, nonostante le difficoltà legate alla politica tedesca e alle resistenze interne alla banca. Orcel ha chiarito che i due dossier, Banco BPM e Commerzbank, sono indipendenti, ma il rischio di disperdere energie su più fronti è concreto.

Uno scenario in evoluzione

In questo contesto, l’esito dell’offerta su Banco BPM non avrà solo conseguenze nazionali, ma ridisegnerà anche le dinamiche del sistema bancario europeo. UniCredit scommette sulla sua capacità di equilibrare ambizioni di crescita e solidità finanziaria. Ma la partita non è solo economica: le incognite regolamentari, politiche e di mercato rendono il futuro di questa operazione ancora tutto da scrivere.

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