Canone Rai, FI scatena la guerra con la Lega. Che succede ora

mercoledì, 27 Novembre 2024
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Canone Rai, tanto tuonò che piovve. In Commissione Bilancio del Senato, Forza Italia ha votato contro l’emendamento della Lega sulla proroga dell’abbassamento da 90 a 70 euro, con il risultato di far decadere la proposta. Immediata la ritorsione  del Carroccio, che si è poi astenuto su un  provvedimento a cui teneva FI in materia di sanità, con l’effetto, anche in questo caso, di far respingere la proposta.

Alleati serpenti: in base a quanto accaduto oggi, si direbbe che sia scoppiata la guerra tra i due alleati minori del governo. Sulla vicenda è piombata come un falco Elly Schelin, secondo la quale la maggioranza sarebbe «allo sbando».

Lo mossa di Forza Italia è arrivata del tutto inattesa. Molti pensavano che alla fine si sarebbe giunti a un compromesso. Lo stesso Matteo Salvini aveva avuto parole concilianti. «Forza Italia non vuole abbassare il canone Rai? Mi spiace, non per la Lega, ma per gli italiani: se quella tassa non sarà tagliata lavoreremo lo stesso su altri fronti»: così il  leader leghista intervistato da Rtl 12.5.

Che succederà ora? Da Palazzo Chigi filtrano amarezza e preoccupazione: «Il governo è fortemente impegnato nel sostegno a famiglie e imprese, operando sempre in un quadro di credibilità e serietà. L’inciampo in maggioranza sul canone Rai non giova a nessuno». È probabile che Giorgia Meloni convochi al più presto un vertice di maggioranza per mettere i due litigiosi  alleati di fronte alle loro responsabilità e tentare di ricucire lo strappo che si è aperto in queste ore. 

Certo è il fatto che il gesto voluto da Antonio Tajani è grave. Perché lo ha fatto? Le motivazioni possono essere diverse. Innanzi tutto c’è la circostanza che l’abbassamento del canone Rai comporterebbe un innalzamento del tetto pubblicitario della tv di Stato, cosa che inevitabilmente danneggerebbe Mediaset (ma occorre rivedere la legge Gasparri). Un’altra ragione potrebbe dipendere dalla convenenza del ministro degli Esteri di tenere alta la tensione nella maggioranza al fine di acquisire per la Farnesina le deleghe  sull’Europa lasciate libere da Raffaele Fitto a seguito del suo trasferimento a Bruxelles come vicepresidente della Commissione Ue.

Comunque sia,  ci troviamo oltre le solite schermaglie dentro la maggioranza. E potrebbe anche darsi che Tajani stia giocando una partita più insidiosa su ispirazione degli eredi di Silvio Berlusconi. Sicuro è il fatto  che i prossimi giorni saranno particolarmente  turbolenti per la maggioranza. 

 

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