Putin e Trump hanno in mano il mondo: il mancato contatto e le tensioni crescenti

mercoledì, 27 Novembre 2024
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Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ha segnato un risultato sorprendente che ha diviso le reazioni internazionali. La piú indecifrabile é quella che arriva dalla Russia con Vladimir Putin. Nonostante il presidente russo si sia congratulato pubblicamente con per la vittoria elettorale contro Kamala Harris non è mai arrivata la prima telefonata tra i due leader mondiali, a differenza invece di quanto avvenuto tra il tycoon e Zelensky. Secondo Yuri Ushakov, assistente del Cremlino, “non ci sono contatti in corso con il team di Trump”. Anche Trump, in un’intervista alla NBC, ha confermato di non aver parlato con Putin ma ha aggiunto: “Penso che parleremo”, specificando di come questo più che un desiderio sia una vera necessità.

Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato l’allarme nelle ultime ore: “La Russia sta cercando di accelerare le operazioni militari per ottenere risultati concreti prima del 20 gennaio. Putin vuole dimostrare di aver completato l’occupazione dell’intero Donbass, espellendoci da quelle regioni prima del cambio di presidenza americana. Vuole dimostrare che ha il controllo della situazione”, ha dichiarato il leader ucraino cercando una sponda nella comunità occidentale. Che nelle scorse settimane ha utilizzato l’Ucraina ad utilizzare armi verso il territorio russo segnando una vera svolta.

Questo scenario preoccupa l’Ucraina e i suoi alleati occidentali, che temono che un eventuale accordo negoziato tra Trump e Putin possa portare alla divisione del paese in aree sotto influenza russa, lasciando Kiev in una posizione vulnerabile. L’ex ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha messo in evidenza che, nonostante le dichiarazioni di Trump sulla possibilità di risolvere rapidamente la guerra in Ucraina, Putin non sembrava disposto ad accettare alcun compromesso. Kuleba ha sottolineato che per Putin l’Ucraina rappresenta un’ossessione personale e un obiettivo strategico, il cui scopo è quello di annientare lo stato ucraino e dimostrare al mondo la debolezza dell’Occidente. La speranza occidentale risiede nel fatto che Donald Trump ha sempre dimostrato di trattare Putin come un vero leader politico e non come un dittatore criminale, frasi più volte utilizzate dall’attuale presidente Biden. Questa fascinazione di Trump per Putin è evidente anche nell’ultima testimonianza di Angela Merkel.

Trump e Putin, le loro figure viste da Angela Merkel

Angela Merkel ha raccontato nel suo ultimo libro del suo rapporto con Vladimir Putin e Donald Trump, evidenziando come entrambi i leader mostrassero caratteristiche simili, seppur in contesti diversi. L’ex cancelliera tedesca descrive Trump come un leader che si trovava a parlare più a livello emotivo, di pancia, mentre lei cercava sempre un approccio più razionale e fattuale. Era evidente, per Merkel, che Trump nutrisse una sorta di fascino per i leader autocratici, e che il suo atteggiamento fosse influenzato da una visione del mondo in cui i paesi erano in competizione e il successo di uno implicava il fallimento di un altro. Questo approccio sembra in linea con la sua politica estera, che ha spesso privilegiato gli interessi immediati e nazionalisti a discapito della cooperazione internazionale.

In un altro passaggio, la Merkel ricorda un episodio significativo con Putin, quando lui la fece aspettare a lungo in occasione di un summit del G8. La Merkel, che non sopporta la mancanza di puntualità, vedendo in questo gesto un tentativo di esercitare un’influenza psicologica. L’episodio più inquietante è però un altro narrato nel libro: Putin la ricevette a Sochi nella sua residenza andandole incontro con il suo cane labrador, Cony, ben conscio che la leader tedesca avesse paura dei cani. Era l’ennesimo gesto volto a far percepire il suo potere davanti all’interlocutrice. Dalle sue parole emerge come entrambi siano due figure imprevedibili, simili e diverse allo stesso tempo.

Un’America più divisa e il dilemma della Nato

Il ritorno di Trump alla Casa Bianca rischia di esacerbare le divisioni interne degli Stati Uniti, indebolendo la coesione del Paese. Questa fragilità potrebbe riflettersi anche sulla scena internazionale, dove un’America meno unita e meno incline alla leadership globale rappresenterebbe un’opportunità per Putin. Un altro aspetto fondamentale per la politica estera americana sarà il rapporto di Trump con la Nato, che ha duramente criticato nel corso del suo primo mandato. Tuttavia, il recente incontro con il segretario generale Mark Rutte, avvenuto nella residenza privata, potrebbe suggerire un atteggiamento meno ostile. Resta però il dubbio su come il futuro presidente bilancerà il suo approccio isolazionista con le necessità strategiche dell’Alleanza atlantica.

Le basi economiche e le illusioni di Putin

Dal punto di vista economico, l’America continua a dimostrarsi solida. Il dollaro si mantiene forte rispetto al rublo, segno che la leadership americana nella politica occidentale non appare indebolita sotto questo profilo. La teoria di Putin secondo cui gli Stati Uniti potrebbero disgregarsi come l’ex Unione Sovietica sembra quindi priva di fondamento. Le istituzioni americane, pur messe alla prova, restano solide e capaci di adattarsi e Donald Trump in questo potrebbe anche rappresentare il leader forte al quale aggrapparsi.

Trump, Musk e il futuro incerto

Un elemento nuovo nella politica americana è rappresentato dal rapporto tra Trump ed Elon Musk, considerato da molti come una sorta di “co-presidente”. Musk, il magnate tecnologico più potente al mondo, è sempre più coinvolto nelle dinamiche politiche, tanto da essere visto come una figura chiave per influenzare il futuro economico degli Stati Uniti. Nonostante alcune divergenze – come la posizione sui dazi – Trump e Musk sembrano destinati a collaborare, ma questa dinamica introduce ulteriori incertezze, sia all’interno della leadership americana che nel contesto globale.
Elon Musk e Donald Trump sono due personalità narcisistiche, entrambe con un’indole forte e un’incredibile capacità di attirare l’attenzione pubblica. Non sorprende quindi che la loro alleanza, nonostante la tensione reciproca che ha caratterizzato più volte le loro interazioni, sia diventata uno degli aspetti più discussi della politica americana contemporanea.

Alcuni analisti non escludono che Musk, come Steve Bannon prima di lui, possa ricevere lo stesso trattamento di “ex alleato”, allontanato quando Trump riterrà che il suo ruolo non sia più conveniente. In effetti, molti ricordano come Bannon fosse considerato l’artefice principale della vittoria di Trump nel 2016, per poi essere messo da parte quando si fece troppo influente all’interno dell’amministrazione.
Tuttavia, la situazione con Musk appare differente. I 130 milioni di motivi, rappresentati dai finanziamenti che Musk ha portato alla campagna di Trump, sono una ragione economica significativa che spinge Trump a mantenere un rapporto favorevole con l’imprenditore. Inoltre, Musk non è solo un uomo d’affari potente; la sua posizione nel settore tecnologico, con il controllo di SpaceX e dei satelliti Starlink, lo rende un attore cruciale anche in ambito geopolitico. L’uso dei satelliti Starlink per garantire comunicazioni in Ucraina durante il conflitto con la Russia, come ribadito da Musk stesso durante una telefonata a tre con Trump e Zelensky, sottolinea come l’imprenditore stia giocando un ruolo strategico che va ben oltre l’economia.

Trump, Putin e gli scenari futuri

L’assenza di dialogo diretto tra Trump e Putin, unita all’accelerazione delle operazioni russe in Ucraina, rende il futuro incerto. Mentre Putin cerca di sfruttare ogni occasione per rafforzare la sua posizione, l’America si trova davanti a una sfida interna ed esterna. La forza economica e istituzionale degli Stati Uniti rimane un baluardo, ma la divisione politica e sociale interna potrebbe compromettere la capacità del Paese di esercitare la sua tradizionale leadership globale. Il fatto che l’impero americano possa essere guidato da un personaggio come Trump, che ha già dimostrato la sua capacità di costruire un impero economico, potrebbe risultare positivo per molti. La prima presidenza di Trump ha infatti portato a una crescita economica e a una politica estera che, in alcuni ambiti, si sono rivelate vantaggiose per gli Stati Uniti. Tuttavia, lo scontro tra due personalità fortemente narcisistiche, come quelle di Putin e Trump, rende l’intero scenario altamente imprevedibile.

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