Nonostante le affermazioni dei media main stream, l’esercito israeliano non ha raggiunto i propri obiettivi nel sud del Libano. I guerriglieri di Hezbollah hanno opposto una feroce resistenza all’esercito israeliano, che non è riuscito a conquistare nemmeno un piccolo villaggio libanese a ridosso del confine. Tanto che, dopo la proclamazione della tregua, Hezbollah ha innalzato i suoi stendardi in tutti i villaggi attaccati dalle forze di Tel Aviv. L’esercito israeliano ha subito pesanti perdite di uomini e mezzi militari, soprattutto di carri armati Merkava.
Perché allora, subito dopo la tregua tra Israele e Libano, improvvisamente le milizie filo turche di Hayat Tahrir al Sham da Idlib in Siria hanno attaccato e conquistato per metà Aleppo, dirigendosi poi verso Hama? La ragione è di tipo evidentemente geopolitico. L’Occidente (Israele, Usa, Gran Bretagna) deve impedire a tutti i costi che il corridoio Mosca-(attraverso il Mar Caspio)Teheran-Baghdad-Damasco arrivi a sboccare nel Mar Mediterraneo. Siccome Israele non è riuscito a tagliare questo corridoio da sud, in quanto il suo tentativo di invadere il Libano (l’ennesimo) è stato fermato da Hezbollah, allora ci provano le milizie filo turche di stanza ad Idlib, Siria, da nord. Le milizie di Hts sono di fatto controllate dalla Turchia e questa è una faccenda estremamente spinosa. La gravità della situazione non è tanto militare, quanto diplomatica e geopolitica. Dal punto di vista militare, infatti, l’offensiva dei miliziani di Hts è già stata fermata dai durissimi attacchi aerei congiunti da parte di Russia e Siria, che hanno distrutto la base dei guerriglieri a Idlib e causato centinaia di perdite nelle loro file. Inoltre, stanno affluendo nella zona ingenti rinforzi da parte dell’esercito arabo siriano, delle milizie iraniane e di quelle irachene. Le forze fedeli ad Assad sono già passate al contrattacco. Sotto il profilo diplomatico e geopolitico questa vicenda rischia di mettere l’una contro l’altra le due potenze, Russia e Turchia. Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha negato ogni coinvolgimento del governo turco nell’offensiva dei guerriglieri di Hts in Siria. Ma, questa dichiarazione non è credibile. Nessuno si aspettava una cosa simile, perché la guerra siriana si era conclusa con un patto di stabilizzazione stipulato da Russia, Iran e Turchia. Perciò questa nuova e improvvida offensiva da parte di Hts viene vista dai russi come un tradimento degli accordi da parte dei turchi. La durezza dei bombardamenti russi su Idlib fa comprendere appieno l’irritazione di Mosca. Molti commentatori internazionali affermano a chiare lettere che questo riacutizzarsi del conflitto siriano è l’inizio della terza guerra mondiale. D’altronde gli ingredienti ci sono tutti: gli enormi interessi in gioco e il fatto che i due blocchi – Occidente vs. Russia-Cina-Iran-Corea del Nord –sono decisi ad andare fino in fondo.



