Antefatto. La Polizia Penitenziaria presenta ufficialmente il calendario 2025 e il Partito democratico, per iniziativa della deputata Michela Di Biase e della responsabile giustizia Debora Serracchiani, prepara un’interrogazione parlamentare con la quale chiede al governo di «ritirare immediatamente il calendario e di interrompere una campagna di comunicazione che tradisce i principi costituzionali di umanità e la funzione rieducativa della pena sanciti dalla Costituzione. La rappresentazione delle carceri come esclusivo teatro di conflitto e violenza rischia di legittimare approcci repressivi, in netto contrasto con il ruolo che il sistema penitenziario dovrebbe svolgere». Da parte loro, i magistrati di Area calcano la mano sostenendo che sia sbagliato ridurre i poliziotti penitenziari a «un reparto di assalto e disumanizzato».
La polemica s’infiamma quando risponde Andrea Delmastro delle Vedove, deputato di Fratelli d’Italia e Sottosegretario alla Giustizia: «Il Pd, nel suo cieco furore ideologico, è riuscito nell’incredibile opera di aggredire uomini e donne della Polizia Penitenziaria. Il pregiudizio ideologico per le divise non tramonterà mai in una sinistra che continua a non accettare la lezione di Pasolini, quando ammoniva giovani borghesi che si scagliavano sempre contro le forze dell’ordine, figli del popolo».
È inutile ricordare che la Polizia Penitenziaria opera in un contesto ambientale complicato con il personale sottodimensionato a fronte di una popolazione carceraria che scoppia. Le aggressioni e le intimidazioni verso gli agenti sono all’ordine del giorno e quindi la polemica in questo momento storico sembra alquanto surreale.
Giuseppe Cruciani, l’incendiario conduttore della “Zanzara” non perde l’occasione per tuffarsi nel dibattito e stigmatizza (eufemismo) l’intervento del Pd. «Cosa dovrebbe mostrare – dice con ironia, in diretta radiofonica – un calendario della polizia penitenziaria? Ovviamente armi, divise, manganelli, scudi antisommossa… Parliamo di persone di specchiata moralità e alta professionalità. A loro tutta la mia vicinanza».
Il corpo ha risposto pubblicando un video amatoriale nel quale mostra il gravoso impegno quotidiano degli agenti alle prese con mille carenze e altrettante difficoltà.



