Il premier ad interim siriano Mohammed Al Bashir promette sicurezza e stabilità, queste le due parole chiave che il nuovo primo ministro pone al primo piano per il futuro prossimo del Paese.
“La gente è esausta dell’ingiustizia e della tirannia. L’autorità dello Stato deve essere ristabilita per permettere alla gente di tornare al lavoro e alla vita normale”, ha detto Al Bashir, sottolineando l’importanza di far rientrare a casa i migliaia di profughi fuggiti dalla guerra e dal regime.
A riguardo ha detto: “Il mio è un appello a tutti i siriani all’estero: la Siria ora è un Paese libero che ha guadagnato il suo orgoglio e la sua dignità. Tornate. Dobbiamo ricostruire, rinascere e abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”
Bashir ha sottolineato poi lo stato incredibilmente precario in cui stavano vivendo i siriani all’arrivo dei ribelli: “Quando siamo entrati ad Aleppo, a Hama e a Damasco i siriani vivevano in una doppia oscurità: le tenebre del regime e il buio dei blackout elettrici. È assolutamente inaccettabile”
Al Bashir ha criticato quindi i terroristi e gli estremisti dell’islam, sottolineandone Come ciò abbia “portato molte persone, soprattutto in Occidente, ad associare i musulmani al terrorismo e l’Islam all’estremismo”
Il dramma siriano sembra essere principalmente sul punto di vista economico: “Nei forzieri ci sono solo sterline siriane che valgono poco o niente. Con un dollaro americano si comprano 35 mila nostre monete. Non abbiamo valuta estera e per quanto riguarda prestiti e obbligazioni stiamo ancora raccogliendo i dati. Quindi sì, finanziariamente stiamo molto male”.
Sul futuro, ha detto: “Resteremo in carica solo fino a marzo del 2025. Il debito è enorme, la sfida ciclopica, ma abbiamo l’esperienza di Idlib dove abbiamo avuto successo. Certo una provincia non è il Paese, eppure possiamo migliorare la Siria. Ci vorrà tempo, ma ce la faremo”, ha affermato.



