Siria, dietro le quinte: inviata della Cnn libera un civile 

venerdì, 13 Dicembre 2024
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Siamo bombardati da notizie, racconti, immagini e soprattutto storie di inviati in prima linea dai territori di guerra che spesso rimangono in situazioni di rischio e pericolo a scapito della loro professione di cronista. E se il reporter di guerra è un lavoro spesso finalizzato ai collegamenti da e per la testata d’appartenenza, esistono good news a livello internazionale che vedono gli stessi reporter e le stesse crew media al centro della notizia e protagonisti del corso della storia con i loro reportage aldilà del racconto stesso. E’ il caso di Clarissa Ward anchor della Cnn famosa per i suoi approfondimenti e servizi da inviata di guerra, dall’Iraq al Libano  da Israele alla Striscia di Gaza. La Ward ieri era a Damasco in Siria con la troupe e stava girando un servizio su una prigione segreta di Assad, quando in una cella ha scoperto un prigioniero nascosto sotto una coperta. L’uomo lasciato solo da giorni senza luce ne’ acqua ne’ cibo non sapeva che il regime di Bashar al-Assad era caduto, e spaventato ha alzato le mani spiegando di essere un civile. L’inviata lo ha rassicurato offrendogli da mangiare e da bere. Una good news questa, insolita a cui è seguita subito rimbalzando in tutti i circuiti internazionali anche la storia della troupe di Al Jazeera che poche ore dopo ha scoperto una fossa comune, estesa piu’ o meno come un campo di calcio regolamentare, alla periferia nord-orientale di Damasco, nei pressi del sobborgo di Qutayfa. Secondo le testimonianze, qui erano stati seppelliti migliaia di corpi di persone torturate e uccise nelle prigioni politiche del regime. A questa è seguito il ritrovamento del turista americano Travis Timmerman, trovato da alcuni civili in una casa-prigione a Dhihabiye, a sud-est di Damasco, in un’area a lungo controllata dagli Hezbollah libanesi filo-iraniani. Inizialmente i media siriani hanno confuso Timmerman, sequestrato 7 mesi fa, con Austin Tice, giornalista statunitense rapito in Siria nel 2012, da anni al centro di negoziati per la sua liberazione tra Damasco e Washington ma di cui non si hanno ancora notizie. 

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