Un passo significativo, atteso da anni, sta per compiersi: i cittadini potranno usufruire di nuove cure gratuite grazie all’aggiornamento dei tariffari per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e protesica.
Il 30 dicembre, saranno erogate nuove cure gratuite o tramite il pagamento di un ticket, da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), al fine di garantirne equo accesso ai cittadini.
Le aziende sanitarie sono chiamate ad uniformarsi su scala nazionale.
L’accordo raggiunto dalla Conferenza Stato-Regioni aggiornerà i livelli essenziali di assistenza (LEA), ovvero la lista di prestazioni mediche che il servizio sanitario nazionale è obbligato a erogare ai residenti gratuitamente o a basso costo. In realtà, si è rimandata per anni l’effettiva entrata in vigore dell’aggiornamento a causa dei costi: l’impatto della proposta tariffaria risulta pari a 502,3 milioni di euro per la specialistica ambulatoriale e a 47,6 milioni per la protesica.
“Questo decreto rappresenta un punto di svolta. Garantire l’accesso a cure all’avanguardia non è solo una questione di salute ma di giustizia sociale”, ha dichiarato il Ministro della Salute Schillaci, spiegando come il SSN, tramite tale aggiornamento, concretizzi il suo impegno nell’assicurare il diritto alla salute a tutti gli individui, rimuovendo le barriere economiche e geografiche che ostacolano l’accesso a cure di qualità.
L’aggiornamento dei tariffari, ufficializzato dal decreto tariffe, copre oltre 3.000 prestazioni, coinvolgendo un’ampia gamma di servizi, tra i quali:
– Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): comprende tutte le fasi del processo assistenziale, dall’ago aspirazione dei follicoli, alla fecondazione in vitro fino al trasferimento degli embrioni. Dunque, tutte le procedure verranno interamente coperte dal SSN, rendendo nettamente più accessibile il sostegno alle coppie che affrontano difficoltà nel concepimento.
– Endometriosi: una malattia che colpisce circa 1 donna su 10 in età fertile. Ora vi sarà accesso a mezzi diagnostici avanzati e trattamenti specifici che andranno a migliorare la qualità di vita delle pazienti.
– Celiachia: saranno inclusi anche i test e le prestazioni necessarie per la sua diagnosi e monitoraggio.
– Screening Neonatali: verranno potenziati al fine di includere patologie come l’atrofia muscolare spinale (SMA).
– Nuove terapie oncologiche: saranno resi disponibili trattamenti innovativi come l’adroterapia e la radioterapia stereotassica, che impiegano tecnologie all’avanguardia per il trattamento dei tumori.
– Diagnostica avanzata: introduzione di esami come l’enteroscopia con microcamera ingeribile e altre tecnologie di imaging miglioreranno la capacità diagnostica del SSN.
– Ausili protesici e tecnologici: verranno inseriti ausili informatici adattati alle disabilità gravi, oltre a nuovi apparecchi acustici e ausili per il controllo domotico.
“Il traguardo del 30 dicembre è importantissimo. Così, si sbloccano – ha dichiarato la segretaria Annalisa Mandorino – una serie di diritti rimasti finora sospesi per i cittadini”. “Restano però fuori altre prestazioni importanti, ad esempio la fibromialgia, alcune prestazioni dietistiche ambulatoriali che sono un supporto per la gestione di patologie croniche come diabete, e in generale molte prestazioni innovative che sono intervenute dopo il 2017″. Per questo mette in guardia: “Ora è prioritario garantire una revisione costante dei Lea nonché un aggiornamento dello stesso Decreto Tariffe, con cadenza biennale”.
Invece, parecchio critica risulta essere l’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori persone con Autismo): “Il nuovo decreto Tariffe dimentica l’autismo con il mancato inserimento delle terapie psico-educative basate sull’Aba (Analisi applicata del comportamento)”. Questo, evidenzia l’associazione, nonostante “la sentenza n. 8708 del Consiglio di Stato del 6 ottobre 2023 che ha stabilito la piena esigibilità dell’Aba a carico del Servizio Sanitario Nazionale”.
Sanità, dal 30 dicembre nuove cure gratuite: quali sono



