A. Z. è il dirigente comunale dell’ufficio appalti di Palazzo Marino che alle 9:00 del mattino del 17 dicembre, in piazza Durante, ha travolto un passeggino.
“Ero sotto stress psicologico per una crisi familiare, sovrappensiero, non mi sono accorto che avevo preso un passeggino, ho sentito solo un botto e ho avuto paura, faccio mea culpa”, ha dichiarato il dirigente comunale al giudice.
Quello che è stato descritto dal dirigente come un mero “botto”, tanto da non fermarsi a prestare soccorso, era, in realtà, il tonfo del muso del suo suv che centrava in pieno un passeggino sulle strisce pedonali.
A seguito dell’urto, la bambina di appena tre anni nella carrozzina è stata scaraventata sul terreno, riportando traumi e contusioni al volto. La bimba è stata accompagnata d’urgenza dai soccorritori al Niguarda riuscendo a cavarsela con qualche ferita ma “le conseguenze potevano essere gravissime”, come ha affermato il giudice Franco Cantù Rajnoldi.
La madre, una 31enne bengalese, è stata solo sfiorata dall’auto, rimandando illesa.
A quel punto, il conducente è corso via a velocità, contromano e con il rosso, senza prestare alcun soccorso.
Sono state necessarie 7 ore agli agenti del Radiomobile della polizia locale per rintracciare il “pirata” della strada: l’identificazione è avvenuta nel pomeriggio. Il veicolo è stato rintracciato dalla polizia locale grazie ad una dashcam installata su di un furgone che era sul luogo dell’incidente, a pochi metri dalla Q3. Nonostante i frame ripresi dalla dashcam non abbiano registrato nitidamente la targa, hanno predisposto immagini fondamentali nel rintracciare l’auto che ha causato il danno: la marca, il modello e il colore.
A quel punto restava unicamente da individuare l’automobilista: ciò è avvenuto intorno alle 16, in via Melchiorre Gioia, quando il 61enne si è approssimato all’automobile identificata dagli agenti, l’Audi Q3 bianca, posteggiata in via Melchiorre Gioia.
L’uomo è stato arrestato per lesioni stradali e omissione di soccorso. E, su decisione del giudice Franco Cantù Rajnoldi, è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari, evidenziando “le dichiarazioni contraddittorie” del colpevole, “che non si è reso conto dell’incidente con una bimba di 3 anni travolta”.
Il processo avrà inizio il 15 gennaio.
Nel provvedimento il giudice ha sottolineato la “grave e pericolosa insensibilità” dell’imputato. mentre il dirigente si è giustificato affermando: “È stata una reazione istintiva, mi sono spaventato e sono andato nel mio vecchio ufficio di lavoro”. “Sono ripassato sul posto – ha spiegato – dopo circa due ore, mentre gli agenti facevano i rilievi, e li mi è venuto il sospetto che fosse accaduto qualcosa di più”.
La difesa ammonisce il fatto che Angelo Z. non si fosse “accorto della gravità del fatto. È stato un evento eccezionale”, esplicitando la volontà di risarcire i danni e seguire un percorso ai servizi sociali.
Un dirigente comunale di Milano pirata della strada: cosa è successo



