30 miliardi della manovra sono finalmente in arrivo, ultimo atto di un rituale annuale che, come da tradizione, si porta dietro notti insonni, ritardi, e polemiche infuocate. La legge di bilancio porta i segni delle tensioni e dei compromessi che ne hanno accompagnato la gestazione, ma rappresenta un altro obiettivo raggiunto per la premier Meloni. Vediamo cosa ha portato a casa.
Riduzione del cuneo fiscale: una promessa per i redditi medio-bassi
Il cuore pulsante della manovra è senza dubbio la riduzione del cuneo fiscale, una misura che diventa strutturale per i prossimi cinque anni. Destinata ai redditi fino a 40mila euro, comporterà un aumento di circa 100 euro in busta paga per i lavoratori, con un costo complessivo di 18 miliardi di euro. Questa operazione, pur apprezzabile per contrastare l’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione, non manca di suscitare dubbi sulla sua reale capacità di rilanciare la domanda interna.
Irpef: tre aliquote per semplificare
Tra le novità più rilevanti figura la riforma dell’Irpef, che riduce le attuali aliquote a tre fasce. Sebbene il governo sostenga che questo intervento favorirà una maggiore equità, alcuni esperti evidenziano che i benefici potrebbero essere percepiti soprattutto dai redditi medio-alti, alimentando le disparità.
Sanità: infermieri e ostetriche in servizio fino a 70 anni
Un emendamento approvato prevede che alcune categorie di professionisti sanitari, tra cui infermieri e ostetriche, possano restare in servizio fino a 70 anni, previa autorizzazione. Una scelta che, se da un lato risponde alla cronica carenza di personale, dall’altro solleva interrogativi sul ricambio generazionale e sulle condizioni lavorative di una professione già fortemente provata.
Case e bonus fiscali: si cambia (e non in meglio)
Il capitolo delle agevolazioni fiscali per la casa subisce una profonda revisione. Dal 2025, il bonus ristrutturazioni tornerà al 50% solo per la prima casa, con un ulteriore calo al 36% nei due anni successivi. Sparisce definitivamente il Superbonus, mentre l’ecobonus e il sismabonus vedranno un drastico ridimensionamento. Le modifiche non solo riducono la convenienza degli interventi edilizi, ma rischiano di incrementare il lavoro sommerso.
In controtendenza, il fondo Consap per i mutui prima casa viene rifinanziato con 670 milioni di euro, agevolando l’accesso al credito per gli under 36 con un Isee inferiore a 40mila euro. Un piccolo segnale positivo in un panorama di tagli e restrizioni.
Trasporti e infrastrutture: un milione per l’alta velocità
Tra le poche buone notizie, l’arrivo di un milione di euro destinati alla tratta ferroviaria ad alta velocità Brescia-Verona, parte di un progetto più ampio che punta a migliorare la connessione tra Lombardia e Veneto. Una misura che, pur simbolica rispetto al totale della manovra, dimostra l’intenzione di investire nelle infrastrutture strategiche del Nord Italia.
Caos a Montecitorio e fiducia forzata
Non sono mancati momenti di tensione durante l’iter parlamentare. L’assenza iniziale dei rappresentanti del governo ha provocato l’ira delle opposizioni, mentre il voto di fiducia, posto senza modifiche rispetto al testo approvato in commissione, ha scatenato ulteriori critiche. Con una sovracopertura di bilancio inedita di 100 milioni di euro per ciascuno dei prossimi due anni, il governo ha cercato di mettere al riparo il provvedimento da ulteriori intoppi.



