Fiato sospeso e ore di trepidante attesa per il ritorno a casa dei due alpinisti romagnoli dispersi da domenica sul Gran Sasso. Intanto si attende un miglioramento delle condizioni meteo che potrà favorire la ripresa dei soccorsi per ora interrotta da neve e vento in quota. Da fonti del soccorso alpino si apprende che sono riusciti a scendere a valle i tecnici della squadra soccorsi rimasti bloccati da due giorni a Campo Imperatore, nel tentativo di recuperare Luca Perazzini e Cristian Gualdi di Santarcangelo di Romagna. Sebbene il guasto alla funivia che collega Campo Imperatore a quota 2100 metri alla base di località Fonte Cerreto a 1115 metri nella frazione aquilana di Assergi, sia stato riparato, le condizioni meteo restano tuttora proibitive ad alcun tipo di operazione di ricerca e soccorso. Il gruppo sceso a valle ieri è composto in totale da 11 tecnici del soccorso alpino e 8 lavoratori del rifugio “Lo zio”. Il gruppo del soccorso alpino e speleologico (Cnsas) è rimasto bloccato nell’ostello, nel corso delle ricerche dei 2 alpinisti dispersi da domenica, scivolati nel Vallone dell’inferno. L’Università dell’Aquila ha inviato un messaggio di vicinanza: “In questo momento di grande difficoltà, ci stringiamo idealmente a loro e alle famiglie, condividendo la loro angoscia e augurando con tutto il cuore un esito positivo delle ricerche”. I due escursionisti romagnoli di 42 e 48 anni bloccati da domenica 22 dicembre nel canalone detto: “Valle dell’Inferno” sembrerebbe siano scivolati nel tentativo di raggiungere il Corno Grande (2914 metri). Uno di loro sarebbe anche ferito. Per loro si teme il peggio ma la speranza non è ancora del tutto perduta.
Alpinisti dispersi sul Gran Sasso: c’è ancora speranza
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