Gli agenti della Polaria sono intervenuti lo scorso 25 dicembre a bordo di un’aereo in transito a Fiumicino, proveniente dal Belgio e diretto a Tel Aviv, per prelevare con la forza il calciatore Stephane Omeonga.
Il 28enne di origini congolesi e attualmente professionista nella serie A israeliana, sarebbe stato sulla black list di Israele e la Polaria sarebbe intervenuta su richiesta del capo scalo e del comandante della compagnia aerea.
L’intervento delle forze dell’ordine è stato immortalato da un video di un passeggero in cui si vede Omeonga trascinato a forza giù dal velivolo per poi essere stato portato negli uffici della polizia e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.
Il quadro della vicenda è stato però smentito dallo stesso calciatore, tramite le sue piattaforme social:” Ho aspettato cinque giorni prima di scrivere il mio messaggio su Instagram perché all’inizio non ero pronto a parlarne”, ha detto l’ex nazionale belga U21, “ora però voglio denunciare queste ingiustizie chiaramente razziali.
Sono stato in Belgio per la vigilia di Natale e stavo tornando in Israele il 25 dicembre fermandomi a Roma”, ha raccontato Omeonga che spiega anche ciò che non si è visto nelle immagini.
“Non mi era stato detto nulla al check-in, o al controllo di frontiera o al gate di imbarco. Tutto è accaduto solo poco prima del decollo, all’interno dell’aereo: uno steward si è avvicinato e mi disse che c’era un problema con il mio passaporto e che non potevo decollare.
Convinto diversamente, gli ho chiesto di spiegarmi la situazione prima di seguirlo. Non è riuscito a farlo e così ha chiamato la polizia. Mi hanno chiesto di seguirlo senza darmi spiegazioni anche se ho chiesto con molta calma perché. È lì che è degenerato tutto”.
“Successivamente” afferma il giocatore sui social, “sono stato messo in una stanza, senza cibo né acqua, e lasciato in uno stato di totale umiliazione per diverse ore. Al mio rilascio, ho appreso che un agente di polizia aveva sporto denuncia contro di me per lesioni presumibilmente causate durante l’arresto, anche se ero ammanettato. Inoltre, ancora oggi, non ho ricevuto alcuna giustificazione per il mio arresto“.

