Milano. Animali domestici seppelliti con i padroni: ecco il Paradiso-dem sulla Terra

sabato, 4 Gennaio 2025
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Ci mancava pure questa. Il Comune di Milano ha approvato una legge secondo la quale gli animali sono, a tutti gli effetti, componenti della nostra famiglia e quindi, possono essere sepolti col loro proprietario. Il provvedimento prevede, infatti, che l’animale da compagnia sia tumulato insieme o successivamente ai suoi “cari”, nello stesso manufatto o tomba di famiglia. La volontà di avere accanto a sé il peloso deve essere stata dichiarata dal defunto o dai suoi eredi.
E’ proprio vero. Ormai i sindaci dem vogliono passare alla storia non solo nazionale per aver realizzato il “Paradiso sulla terra”: città virtuose, smart, green, digitali, senza fumo, senza smog, dove tutti ballano e si abbracciano felici, italiani e migranti (cittadini che magari lavorano poco ma guadagnano tanto). Città senza macchine, con le bici e i monopattini e con le case provviste di cappotto termico, coibentazione perfetta e caldaie ad hoc. Poi, se ogni cosa abbia un costo esoso è poco importante. Il futuro e la modernità sono un dovere morale: il mantra è che ce lo chiede Bruxelles.
E se i centri storici diventano, come diventeranno, solo musei per il ceto politico e i radical “Ztl”, resta un problema per chi, sfigato, vive in periferia, obbligato a passare le dogane progressiste se intende ogni tanto accedere alle vie e ai quartieri blasonati.
Un tempo la sinistra combatteva per i diritti sociali, economici dei lavoratori, degli sfruttati, dei poveri. E per questo ha avuto un ruolo centrale nella vita e nello sviluppo dei popoli. Da decenni, invece, si è trasformata nella sinistra dei ricchi, dei tutelati, dei garantiti, dei diritti civili, Lgbtq, della “cancel culture”, della cultura woke dell’ambiente. Vuole un mondo di apolidi, senza identità culturale, storica, religiosa; un mondo di precari, senza identità sociale e lavorativa, e di liquidi, senza identità sessuale. Un globo guidato ovviamente dai ricchi, attuale declinazione delle famose avanguardie culturali col compito di gramsciana memoria di educare le masse al bene.
Ecco perché il comunismo, se dal punto di vista economico, storico e istituzionale, è fallito, dal punto di vista culturale e come schema mentale è sopravvissuto alla grande. Anzi, si è rigenerato nel progetto “Paradiso sulla terra”. Un bene sempre imposto pedagogicamente dall’alto. Sempre per educare le “plebi”. E per chi non si educa, chi si ribella, c’è puntuale la “ghigliottina censoria”, modello-Robespierre (il giacobino che ha compiuto il genocidio vandeano nel nome di Liberté-Egalité-Fraternitè).
Ed è così che abbiamo visto e assistiamo allo “Stato etico europeo, laicista”, abbiamo vissuto sulla nostra pelle lo “Stato etico vaccinista”, ed ora stiamo attraversando e subendo lo “Stato etico green”.
Il passaggio è drammaticamente e inesorabilmente ideologico-teologico rovesciato. Prima si toglie dal Creato il Creatore (la religione, la presenza di Dio nella vita delle persone); poi si separa la Creatura dal Creatore (l’uomo che si fa Dio, con certa scienza e il dominio della tecnologia); poi, si separa la stessa Creatura dal Creato, dando luogo all’ecologismo folle che ci circonda: un universo dove le piante sono più importanti degli uomini.
E dove gli animali o sono sullo stesso piano o addirittura superiori.
Nella decisione del Comune di Milano, c’è la conferma di due aspetti inquietanti che in pochi hanno il coraggio di denunciare: la solitudine e l’infantilismo di massa.
Da un lato, se gli animali sono una presenza massiva irrefrenabile, un’autentica moda nelle nostre città, presenza che ha sostituito i figli, è perché c’è un disperato bisogno d’amore. E c’è una ragione di fondo: Nietzsche diceva che amiamo gli animali perché sono gli unici che non ci giudicano. Interessante.
Dall’altro, evocano una regressione psicologica collettiva. Sono i surrogati dei peluche della nostra infanzia. L’errore quindi, non lo commettono i piccoli, né tantomeno gli anziani troppo spesso abbandonati dai loro figli, ma i genitori, i quali volendo costruirsi una “famiglia Disneyland” o del Mulino bianco, con tanti personaggi ammaestrati, ridotti a rango di cartoni animati, riproducono inconsapevoli, in salsa consumistica, la società pagana degli antichi romani, dove gli animali erano dei.
Attenzione: chi scrive ama davvero gli animali, ma proprio perché li rispetta, sa che devono vivere al meglio, nei loro spazi vitali e naturali.
E’ amore castrali o condannarli a maggiordomi di compagnia costretti in case piccole, con la passeggiata obbligata per svuotare le loro vesciche?
E seppellirli con noi o lasciare loro l’eredità è veramente troppo.

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