Gas: a forza di bruciare riserve, rischiamo a fine inverno il serbatoio vuoto

martedì, 7 Gennaio 2025
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È cominciato il 2025 e il gas è tornato al centro del palcoscenico, ma non certo per fare la gioia dei consumatori.

Da quando la Russia e l’Ucraina hanno deciso di non rinnovare il vecchio contratto di transito, in Moldavia e in Transnistria ci si scalda con la legna e si tappano gli spifferi con le coperte, mentre nell’Europa occidentale salgono i prezzi e si affanna la diplomazia.

A Chisinau gridano al ricatto di Mosca, a Bruxelles minimizzano dicendo che basta aprire nuove rotte fra Germania e Italia, ma intanto il termometro scende sotto zero e il gas scarseggia anche perché in Norvegia, la santa Norvegia che doveva salvarci con il suo GNL, c’è stato il guasto a un compressore nell’impianto di Hammerfest, diciotto milioni di metri cubi in meno al giorno che pesano come un macigno su un mercato già in ansia.

E’ lo stesso mercato che, ad Amsterdam, vede il TTF risalire oltre i 50 euro al megawattora e in certi momenti pure sfiorare i 60 o 65, roba che per una famiglia in Slovacchia vuol dire passare da 80 a 100 euro al mese di bolletta, e per una piccola trattoria a Budapest salire di 300 euro su un conto che già era salato, con la logica conseguenza di dover alzare i prezzi del menù o sacrificare qualche posto di lavoro.

C’è chi parla di un colpo perfetto all’economia e chi invece rassicura, anzi recita il classico ritornello: gli stoccaggi sono alti, le infrastrutture reggeranno, la Commissione Europea non dorme.

Eppure i più cauti ricordano che a forza di bruciare riserve, rischiamo di arrivare a fine inverno col serbatoio vuoto. E allora riempirlo costerà il doppio, magari 70 o 75 euro al megawattora, il che sul bilancio di una famiglia media in Europa potrebbe pesare un altro 20% in più, e questo mentre Mosca sorride sorniona, Chisinau sbraita contro i complotti russi e la Transnistria si stringe ancora di più alle vecchie nostalgie, in un quadro che fa pensare a uno scacchiere dove ogni mossa sembra avvantaggiare chi regge il rubinetto del gas.

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