Durante la notte di Capodanno, almeno otto sarebbero state le vittime di violenza collettiva a Milano.
Decine di italiani, tra cui “maranza”, giovani e adulti provenienti dall’hinterland di Milano o addirittura da altre città del Nord sono giunti nella piazza in veste di “cacciatori”, condividendo lo stesso ignobile scopo.
Si rafforza tra gli inquirenti la convinzione che le violenze possano essere state il risultato di uno schema ben preciso, inquadrato come “Taharrush gamea”, espressione araba che porta il significato di “molestia collettiva”.
La disgustosa strategia comporta l’individuazione di una donna, al pari di una preda, e il suo seguente accerchiamento volto alla molestia, esercitata in massa da più uomini.
Stavolta, nella notte di Capodanno, sarebbero state almeno otto le vittime che avrebbero subito abusi sessuali nel cuore di Milano.
Non risulta ancora chiaro nelle indagini del pm Alessia Menegazzo e Letizia Mannella se gli aggressori si siano organizzati in precedenza per attuare la violenza in gruppo o se l’idea sia sorta al momento, tra decine di giovani uomini trovatisi casualmente insieme.
La conclusione certa a cui sono giunti gli investigatori, attraverso le testimonianze e le immagini rinvenute, è che le donne siano state circondate e intrappolate in una recinzione fatta di uomini che le hanno isolate dai loro accompagnatori. All’interno del recinto è avvenuto il peggio, decine di mani hanno violato a piacimento corpi delle donne.
L’avvocatessa
Un’avvocatessa di Milano, di circa 50 anni, dopo aver festeggiato in piazza la mezzanotte insieme ad altre 25 mila persone, si è diretta verso la Galleria Vittorio Emanuele II, finendo in mezzo ad un flusso ingente di individui, tra i quali vi erano i violentatori. “È stato tremendo, un incubo” ha dichiarato la donna. Sono passate più di due settimane ma non si è ancora ripresa dallo shock: “Un muro di uomini mi ha bloccato e risucchiato” ha spiegato agli investigatori. Si tratta di affermazioni perfettamente sovrapponibili a quelle di tutte le altre vittime: stessa zona, stessa sera, stessa strategia e medesime conseguenze fisiche e psicologiche.
Le ragazze belghe
I pm e il procuratore Marcello Viola, hanno per le mani decine di filmati provenienti dalle telecamere di sorveglianza o forniti dagli agenti.
Le immagini dall’alto mostrano la quantità di individui che si stavano aggirando nella Galleria, dal lato della piazza, apprestandosi a entrare e uscire. Nelle riprese, si scorge nitidamente Laura Barbier, una giovane belga dal cui racconto è partita l’inchiesta della procura di Milano.
Dal video si intravedono anche alcuni uomini che piuttosto di seguire la folla, hanno puntato e circondato la ragazza insieme ai cinque connazionali (tre ragazze e due ragazzi) arrivati con la giovane il giorno prima da Liegi, per festeggiare l’anno nuovo.
In meno di un minuto, si nota l’agitazione dovuta alla reazione terrorizzata delle donne e degli amici che hanno tentato di aiutare le ragazze.
Laura Barbier ha dichiarato: “Siamo stati accerchiati da una quarantina di uomini dai 20 ai 40 anni. È lì che sono cominciati i palpeggiamenti. Ho detto “sto per morire”, mi sono sentita sporca” ha aggiunto, spiegando come anche le sue tre amiche abbiano subito la stessa sorte.
Laura ha poi spiegato di essere stata aiutata da un italiano sui 40-50 anni, intento a salvare la moglie che stava urlando di fianco a lei.
La coppia emiliana
La stessa orribile esperienza è toccata anche ad una coppia di 20enni dalla provincia di Reggio Emilia: “Mi sono ritrovata dentro un corridoio umano, un imbuto” ha dichiarato la ragazza in lacrime, che è riuscita ad uscire dall’accerchiamento grazie al compagno che l’ha tirata fuori con tutte le sue forze.
La ragazza ha poi aggiunto: “Ho visto anche altre ragazze che piangevano, avevo tanta paura. Mentre alcuni commettevano gli abusi altri facevano da copertura”.
Dunque, il bilancio delle vittime di abusi è salito a otto: all’avvocatessa, alle quattro ragazze belghe e alla giovane emiliana, vanno aggiunte una sudamericana che ha chiesto aiuto alle forze dell’ordine in lacrime, senza però farsi identificare, ed una inglese che ha fatto denuncia in patria.
Tensioni politiche
Le vicende hanno surriscaldato la politica. La questione legata alla sicurezza milanese è divenuta terreno di forti scontri: il centrodestra ha accusato e criticato l’amministrazione comunale di Milano, guidata da Sala, per non essere stata capace di garantire la sicurezza a Milano. Dall’altra parte, le opposizioni, a partire da Renzi, hanno accusato il governo di non essere riuscito a garantire l’ordine pubblico con interrogazioni alle quali oggi, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dovrà rispondere durante il question time alla Camera.



