Biden saluta la Casa Bianca attaccando Trump e Musk, cosa ha detto

giovedì, 16 Gennaio 2025
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Tra pochi giorni, il presidente eletto Donald Trump si insedierà ufficialmente alla Casa Bianca per il suo secondo mandato, dopo quello del 2016. In questi giorni però, il presidente Joe Biden vuole ancora far parlare di se, lasciando l’ufficio, possiamo dire, con il botto.

Dopo l’accordo tra Hamas e Israele sul cessate il fuoco a Gaza, Biden ha tenuto il suo discorso di addio alla nazione, raccontandosi con il cuore in mano ma anche, e forse soprattutto, mettendo ni guardia i cittadini della “concentrazione di potere nelle mani di poche persone ricche”.

Il tema della tecnologia, con più di un chiaro rimando al controverso Elon Musk, è stato più volte affrontato dal presidente, che ha evidenziato una crisi sociale dovuta alla “valanga di disinformazione che ha seppellito gli statunitensi”, prima frecciatina a Musk, con X considerato da molti il social network con più fake news. 

Un attacco, anche qui però nascosto dietro la facciata del linguaggio generale e senza fare nomi, è stato lanciato anche a Donald Trump. Biden ha infatti prima detto che “oggi in America sta prendendo forma un’oligarchia di estrema ricchezza, potere e influenza che minaccia la nostra intera democrazia”, e poi che ci sono “forze potenti vogliono minare lotta al cambiamento climatico.” Sicuramente, entrambi i messaggi sono arrivati direttamente a Trump, storicamente contro le teorie green e noto per essersi affiancato, soprattutto nelle nomine al governo, di personaggi estremamente abbienti. 

Se questo non bastasse, Biden ha anche ricordato che il potere del Presidente è limitato, e che “nessun presidente dovrebbe essere immune dai crimini che commette quando è in carica”, forse un rimando agli attacchi di Capitol Hill? oppure alla sentenza del caso Stormy Daniels?

Si può quindi dire che Biden abbia deciso di abbandonare lo studio ovale con un discorso non di autoelogio quanto di attacchi continui, con solo pochi e miseri riferimenti alle sue azioni e decisioni in questo mandato, forse conscio di essere uno dei presidenti col tasso di approvazione più basso della storia alla fine del mandato, un misero 36,7%.

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