Il Presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che ripristina la pena di morte federale, cancellando la moratoria voluta da Biden nel 2021. Trump ha ordinato anche al procuratore generale di richiedere la pena capitale
“indipendentemente da altri fattori” quando il caso riguarda l’uccisione di un agente o reati capitali “commessi da uno straniero illegalmente presente nel paese”.
Inoltre il presidente ha espresso in maniera inequivocabile la volontà di “intraprendere tutte le azioni necessarie e legali” per garantire che gli Stati abbiano abbastanza farmaci per l’iniezione letale.
Difatti l’esecuzione della pena di morte federale negli Stati Uniti è regolata dal Dipartimento di Giustizia e segue criteri precisi. La modalità principale di esecuzione è tramite iniezione letale, che prevede l’infusione di un mix di farmaci destinato a causare la morte del condannato.
Le esecuzioni federali vengono generalmente effettuate presso il penitenziario di Terre Haute, in Indiana, dove è situata la prigione federale che gestisce la maggior parte delle condanne a morte.
Le esecuzioni avvengono dopo una serie di appelli legali e a seguito di un’accurata revisione del caso, ma una volta completato il processo, l’esecuzione è fissata dal procuratore generale. Le procedure di esecuzione federale sono state oggetto di controversie, in particolare per l’uso di farmaci letali non testati o per i ritardi nei processi di revisione.
Le ragioni che hanno spinto Il Tycoon a ripristinare la pensa di morte federale sono contenute nell’ordine stesso:
“La responsabilità più solenne del governo è quella di proteggere i propri cittadini da atti abominevoli- sottolinea il presidente- e la mia amministrazione non tollererà tentativi di ostacolare e sviscerare le leggi che autorizzano la pena di morte per coloro che commettono orribili atti di violenza contro i cittadini americani”.

