Da Roccaraso a Ovindoli, il fenomeno continua e minaccia

lunedì, 3 Febbraio 2025
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Lo hanno chiamato: “l’effetto Roccaraso”, il vero e proprio assalto in massa alla meta sciistica abruzzese ambita dai tik toker napoletani che negli ultimi giorni ha fatto discutere e riempire pagine sulle cronache nazionali. Ripercorriamo i fatti. A metà gennaio 250 pullman e dodicimila persone da Napoli e sobborghi giungono nell’alto Sangro, la chiamata alle armi se così possiamo definirla parte dai social. Volti noti nel mondo dei tik toker di Napoli e dintorni capitanati dalla signora dei social campani all’anagrafe Rita De Crescenzo, la donna da un milione e 700 mila follower si da appuntamento nella meta sciistica. Complice il bel tempo e la recente nevicata l’orda di turisti campeggia sulle piste lasciando le zone a fine giornata in stato di degrado e inciviltà. Arrivati in massa in pullman, con la tariffa di 20 euro per raggiungere le piste dell’Aremogna tutto compreso andata e ritorno con sandwich e brioche inclusi. Occasione ghiotta per chi per vedere la neve da Napoli e hinterland ha assaltato letteralmente la località abruzzese. Scenario totalmente cambiato questo week end quando forze dell’ordine e amministrazione hanno blindato i varchi e hanno scortato i pullman come tifosi in trasferta. Complice la poca neve e la metà dei partecipanti il week end è stato un flop. L’amministrazione è corsa ai ripari e in sette giorni ha ordinato il numero chiuso, i posti di blocco sulla statale, il prefetto ha disposto controlli a bordo dei mezzi. E in tanti, tantissimi, in questo clima militarizzato, alla fine hanno rinunciato. La stessa tik toker De Crescenzo fomentatrice di masse si è data malata annunciando urbi et orbi la sua volontà di puntare presto su Ovindoli, sul versante opposto. Fenomeno legato ai social e specchio dei tempi o solo maleducazione allo stato brado? In un’epoca che tutto è dettato dai nuovi mezzi di comunicazione basta un’icona social a dettar legge che la massa disperata segue andando oltre educazione e civiltà e scatenando l’inferno in ogni dove in nome di una becera sfida o “challenge” (per usare il nome che i reucci dei social danno a queste azioni di massa) che a volte rischia di mettere a repentaglio angoli di territorio e patrimonio naturalistico nazionale. Nella frase del deputato alla Camera di Alleanza Verdi e sinistra Borrelli rivolta domenica sulle piste al tik toker napoletano Anthony Sansone il grido di allarme: “Noi siamo la Napoli della Loren, di De Filippo e di De Crescenzo non ci riconosciamo nella vostra arroganza!”

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