L’amministrazione Trump ha deciso di sospendere per un mese i dazi verso Messico e Canada, ma ha avviato quelli verso la Cina al 10%. Una mossa che ha scatenato preoccupazione in Europa, dove il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha avvertito che bisogna essere pronti a rispondere alle conseguenze economiche di questa scelta. La politica italiana si divide tra chi chiede una risposta europea e chi invita al dialogo diretto con gli Stati Uniti. Lo Speciale ha raccolto le opinioni dei deputati di maggioranza e opposizione a Montecitorio.
Dazi Trump, anche l’Europa trema. Silvestri (M5S): “Era il mito della destra, ora è un problema”
Francesco Silvestri del Movimento 5 Stelle ha attaccato frontalmente il centrodestra e il governo per la loro posizione su Trump e i dazi: “Te lo ricordi Salvini quando diceva Trump è la soluzione! Trump è stupendo! Trump è il migliore di tutti! Oggi Giorgetti, attuale Ministro dell’Economia, ci dice: i dazi sono un problema, l’Europa ha bisogno di strumenti per difendersi. Cioè, dopo tre settimane già ti devi difendere da quello che era il mito del tuo capo politico? Un po’ strani questi dazi… ora sono dazi nostri”
Borghi (Italia Viva): “I dazi rischiano di congelare la crescita economica europea”
Enrico Borghi di Italia Viva ha espresso preoccupazione per le conseguenze economiche delle scelte di Trump, citando anche la presidente della BCE, Christine Lagarde: “I dazi, lo ha detto Christine Lagarde, non lo scopro certo io, saranno un’ulteriore gelata su una situazione economica già difficile in Europa e difficile in Italia, perché abbiamo avuto il consuntivo del 2024 che ha registrato una crescita allo zero e il governo è obbligato a riclassificare la crescita per il 2025, passando dalla previsione dell’1% a una previsione dello 0,4%. E i dazi su questo rischiano di riportarci a zero per tutto il 2025.”
Borghi ha poi criticato l’entusiasmo con cui alcuni esponenti della politica italiana avevano accolto Trump: “Quindi tutti quelli che avevano applaudito improvvisamente all’arrivo di Trump come una sorta di nuova Arcadia, di nuova primavera che si realizzava nel mondo, dovrebbero riconsiderare l’effetto e l’impatto di questa politica sulle nostre tasche, sui nostri portafogli.”
Infine, ha sottolineato la necessità di una risposta comune europea: “Bisognerebbe anche considerare il fatto che la risposta in termini negoziali a una questione di questa natura non può che essere europea. Pensare di sottrarsi dal concerto europeo per andare singolarmente significa rischiare di fare la fine dei dieci piccoli indiani.”
Nevi (Forza Italia): “Più che difendersi, bisogna dialogare”
Raffaele Nevi di Forza Italia ha invece puntato sull’importanza del dialogo con Washington: “Più che difendersi, bisogna dialogare. Noi siamo da sempre alleati degli Stati Uniti, lo rimarremo per sempre, penso, eh. Siamo dalla stessa parte, abbiamo un’alleanza strategica per la difesa che è la NATO e quindi noi dobbiamo dialogare e far capire che mettere dazi non è la strada giusta.”
Nevi ha poi posto l’accento sulla necessità di una posizione unitaria dell’Europa: “O parliamo in maniera univoca con l’Europa o, invece di trovare un dialogo bilaterale che potrebbe distruggere il mercato unico, dobbiamo parlare in maniera… cercare di… di… di parlare in maniera univoca. Questo è assolutamente importante. Cercare di far capire che i dazi poi tornano indietro, nel senso che diventano un boomerang anche per l’economia statunitense.”
Infine, ha ricordato il legame economico tra Italia e Stati Uniti: “Noi abbiamo oggi, l’ha ricordato bene Tajani, abbiamo delle interconnessioni tra la nostra economia e quella statunitense, sia per quanto riguarda le importazioni sia per quanto riguarda le esportazioni, che fanno sì che sia sostanzialmente un mercato unico con gli Stati Uniti. Quindi, insomma, ecco, bisogna parlare. E io penso che l’Italia, in questo momento, possa svolgere un ruolo importante in Europa e nei confronti dell’alleato statunitense, per i rapporti buoni che ci sono con l’amministrazione americana.”
Nevi ha poi replicato a Silvestri, semplificando la sua posizione: “Sono dazi amari? Dazi sì, però al di là della battuta la questione bisogna affrontarla in modo serio, con attenzione, cercando di ascoltarsi e cercando poi di essere attenti a come ci si confronta. Non servono scontri, battutine, cose… bisogna metterla giù seriamente.”
Candiani (Lega): “Trump è stato eletto democraticamente”
Stefano Candiani, deputato della Lega, ha invece difeso la legittimità delle scelte di Trump, senza entrare nel merito delle critiche sui dazi: “Lui ha fatto gli interessi del suo paese per quanto riguarda i dazi con Messico, Canada, Cina e Colombia, sul pericolo poi la sinistra fa un gran cinema. Dire di chi viene eletto democraticamente che è pericoloso significa mostrare di avere un problema con la democrazia ed il voto”.



