Già noto strumento usato dagli Stati Uniti d’America per il controllo di tutti coloro che entrano nei confini americani, l’ESTA, o ETA in questo caso, sarà presto introdotto anche nel Regno Unito, con regole leggermente diverse da quelle a cui sono abituati i frequenti viaggiatori negli States.
L’Electronic System for Travel Authorization americano si trasforma nell’Electronic Travel Authorization, un’autorizzazione online che non funziona fa visto bensì più da “Checkpoint” per tutti gli stranieri residenti in Paesi Ue (con la possibilità di fare domanda a partire dal 5 marzo 2025) e non Ue dall’8 gennaio.
Che tu sia italiano o francese, ma anche americano, canadese o giapponese quindi, il procedimento che dovrai fare è lo stesso: andare sul sito ufficiale del’ETA per scaricare l’app ufficiale all’interno della quale dovrai inserire il tuo passaporto, una tua foto scattata sul momento e pagare 10£. Come per l’ESTA, le autorità britanniche non impiegheranno troppo tempo a dare l’ok per il viaggio se i documenti sono in regola.
Il governo britannico ha deciso quindi di imporre un regolamento più duro nei confronti dei controlli alle frontiere, spiegando chiaramente che con l’ETA non si potrà:
- “Restare nel Regno Unito per più di 6 mesi
- Lavorare, sia pagati che non pagati, per un’azienda britannica o come lavoratore autonomo (eccetto nei casi di concessione per lavoratori creativi o eventi retribuiti autorizzati)
- Accedere a fondi pubblici o beneficiare di servizi assistenziali
- Vivere nel Regno Unito tramite visite frequenti o successive
- Sposarsi o registrare un’unione civile, o presentare notifica di matrimonio o unione civile (in tal caso è necessario un visto per visitatori matrimoniali)”.
Al contrario, con l’Electronic Travel Authorization i viaggiatori potranno passare fino a 6 mesi di tempo nel territorio britannico per motivi di studio, visite a parenti o amici o di lavoro, lavorare fino a 3 mesi seguendo il “Creative Worker Visa Concession”, partecipare a un impegno lavorativo retribuito e previamente autorizzato.
Si può dire che il governo britannico ha quindi chiaramente seguito la linea tracciata dagli Usa con l’ESTA, imponendo un permesso di viaggio a ben 10 pound a turista che porterà importanti compensi nelle casse del Regno Unito, una decisione che l’Unione Europea potrebbe presto copiare a sua volta per aumentare i controlli alle frontiere e generare introiti.



