Bacchetta l’Europa e lo fa con il suo stile garbato ma dai toni netti e diretti Mario Draghi l’ex premier scende in campo a Bruxelles e prende la parola contro la vulnerabilità europea. In un era in cui il colosso americano affila i denti Draghi esorta l’Europa a prendere posizioni più marcate e a fare qualcosa ma soprattutto ad essere più coesa. Quel “Whatever it takes” il motto che come un mantra lo ha distinto nel passato da primo ministro italiano a governatore di Bankitalia, ora lo vede prendere la parola a Bruxelles davanti agli altri stati membri riconoscendo quelle falle che vedono il vecchio continente incapace di essere abbastanza competitivo in una fase in cui è proprio su questo aspetto che si gioca la sfida a livello internazionale. Oggi l’Europa è bloccata da regole e eccesso di burocrazia ricorda Draghi, nel lungo ma puntale discorso che arriva a cinque mesi dalla pubblicazione del rapporto sul futuro della competitività europea, che porta il suo nome e che Draghi aveva elaborato su incarico della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in occasione della Settimana parlamentare europea 2025 del Parlamento europeo a Bruxelles. Puntuale preciso e strategico il suo discorso che ribadisce in soldoni al vecchio continente e ai suoi rappresentanti di attrezzarsi difronte alle impellenti novità del mercato globale foriere di grandi cambiamenti economici e politici a livello globale. L’Europa non può secondo Draghi farsi trovare impreparata e consiglia di rafforzare anche l’asse del mercato unico, dell’equity e di agire lo ripete più volte come: “Un unico Stato”. Analizzando i vari ambiti ra ricerca, industria, commercio e finanza Draghi esorta i paesi dell’Unione a non diventare i nemici di loro stessi e contro l’immobilismo delle decisioni sottolinea quanto sia importante agire costi quel che costi con un coordinamento ed una regia unica tra tutti gli attori coinvolti: in primis governi, Commissione e Parlamento Europeo. Infine ha rimarcato che il più importante fronte da difendere oggi è la sicurezza dell’Europa e dell’Ucraina visto le pressioni chiare e quasi minacciose che arrivano da oltreoceano. “Non si può dire no a tutto” ha ribadito Draghi prendendo la parola in Aula all’Eurocamera «altrimenti bisogna ammettere che non siamo in grado di mantenere i valori fondamentali dell’Ue”.
Riecco Draghi, stratega dell’Europa
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lunedì, 19 Ottobre 2026
