Usa, Tajani boccia Salvini: “Nobel a Trump? Non è nel programma….”

giovedì, 20 Febbraio 2025
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Il vicepremier Antonio Tajani si smarca dalle dichiarazioni del leader della Lega  Matteo Salvini su Donald Trump e prende le distanze anche dalle affermazioni del tycook su Zelensky a margine della presentazione dei prossimi eventi di Forza Italia in vista del congresso del Partito Popolare Europeo.

In un momento in cui il dibattito internazionale sul conflitto in Ucraina si fa sempre più acceso Forza Italia rilancia dunque la sua visione moderata, europeista e atlantista. Le parole del vicepremier e ministro degli Esteri non lasciano spazio a interpretazioni: nessuna apertura alle provocazioni di Salvini sulla candidatura di Trump al Nobel per la pace e pieno sostegno al governo legittimo ucraino guidato da Volodymyr Zelensky.

Usa, Tajani frena Salvini su Trump: “Non è tema di governo”

La proposta di Matteo Salvini di candidare Donald Trump al Nobel per la pace ha sollevato un polverone mediatico e politico. Tajani, tuttavia, ha scelto di ridimensionare immediatamente la questione, sottolineando come si tratti di opinioni personali che non rientrano nell’agenda del governo seppur espresse da un vice premier. Con una posizione ferma ma diplomatica, ha ribadito che le scelte di politica estera devono seguire una linea condivisa e responsabile: “Non devo commentare tutte le idee e tutte le proposte di coloro che parlano nel mondo. Ognuno ha le sue idee e fa le sue valutazioni legittime e giuste, non fa parte della politica di governo o dell’accordo di maggioranza chi deve diventare premio Nobel”.

Il vicepremier ha dunque rimarcato come Forza Italia continui a posizionarsi come forza di equilibrio nella maggioranza, evitando derive populiste e ribadendo l’importanza di una politica estera coerente con gli impegni internazionali dell’Italia. Una linea che si riflette nella scelta di mantenere i rapporti privilegiati con gli alleati storici, a partire dagli Stati Uniti, ma all’interno di un quadro europeo solido e coeso.

Sostegno incondizionato a Zelensky: la linea atlantista di Forza Italia

Se sul fronte interno Tajani smorza le provocazioni di Salvini, sul piano internazionale le sue parole suonano come un chiaro messaggio agli Stati Uniti e all’intera comunità internazionale. L’affermazione di Donald Trump, secondo cui sarebbe stata Kiev a dare inizio al conflitto, viene respinta con decisione. Forza Italia non lascia margini di ambiguità: “La posizione su chi sia l’aggressore e l’aggredito è sempre la stessa.  Noi sosteniamo il governo legittimo dell’Ucraina e il diritto internazionale. Il presidente legittimo è Zelensky e le nostre interlocuzioni sono con lui”.

Una presa di posizione che non si limita a difendere la leadership ucraina, ma riafferma un principio chiave della politica estera italiana: il rispetto del diritto internazionale e la condanna dell’aggressione russa. Tajani ribadisce come la posizione del governo non sia mai cambiata e che ogni futura trattativa per la pace dovrà necessariamente coinvolgere Stati Uniti, Ucraina e Unione Europea.

Europa e Stati Uniti: un’alleanza imprescindibile per la pace

Al centro della visione di Tajani c’è il ruolo imprescindibile delle relazioni transatlantiche. La pace e la sicurezza del continente europeo, secondo il vicepremier, dipendono da una collaborazione stabile e duratura tra Europa e Stati Uniti. Solo un’azione congiunta potrà garantire un futuro di stabilità per Kiev e per l’intera Unione Europea.

Tajani sottolinea inoltre come l’Italia debba continuare a ricoprire un ruolo centrale in questo processo, non come semplice intermediario, ma come partner affidabile e protagonista del dialogo internazionale. La politica estera italiana, secondo Forza Italia, deve quindi fondarsi su relazioni solide con Washington, pur rimanendo saldamente ancorata al progetto europeo.

Smorzando le intemperanze di Salvini e distanziandosi dalle dichiarazioni di Trump, Tajani rilancia l’immagine di Forza Italia come forza politica capace di interpretare le sfide globali con serietà e pragmatismo.  La maggioranza dunque è coesa, ma sulla politica estera quantomeno nella forma ci sono i primi evidenti scricchioli è fondamentale sarà il ruolo di mediatrice di Giorgia Meloni, oltre che sul fronte interno anche su quello internazionale.

La video intervista con le parole di Tajani

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