Lo sciopero nazionale dei trasporti previsto per il 22 e il 23 febbraio ha subito una revoca.
Lo stop ai servizi si sarebbe protratto per 24 ore, dalle 21:00 di domani alle 21:00 del 23 febbraio.
Usb ha scelto di rimandare lo sciopero il 18 marzo, giustificando tale scelta con l’intervento della Commissione di Garanzia – risalente al 4 febbraio – che “ha emanato una delibera provvisoria con la quale, tra l’introduzione delle fasce di garanzia nei giorni festivi e aumento dei treni garantiti a media-lunga percorrenza, ha ristretto ulteriormente il diritto di sciopero”.
Nel dettaglio, l’accordo che stabilisce i servizi minimi garantiti è stato modificato con l’aggiunta di un sistema di fasce di garanzia anche nei giorni festivi (7-10 e 18-21).
Ciò ha rafforzato le tutele attinenti ai servizi minimi da garantire per la media e lunga percorrenza.
Nella nota della Commissione si legge che le modifiche sono state effettuate con l’obiettivo “di un equilibrato contemperamento tra diritto di sciopero e diritto alla mobilità”.
La sigla ha poi aggiunto: “L’Usb Coordinamento Nazionale Ferrovie si rifiuta di effettuare uno sciopero con regole cambiate in corso d’opera. Queste nuove regole riducono l’impatto dell’astensione del lavoro dei ferrovieri, come di tutti i lavoratori e lavoratrici dei servizi di questo Paese!”.
“Studieremo, fin da ora, tutte le modalità per far emergere ciò che sta accadendo: denunciando nelle sedi opportune questo vero e proprio abuso, pronti anche a forme di disobbedienza come già fatto contro le precettazioni del Ministro Salvini” ha concluso il sindacato.



