Riforma del Calcio le principali novità, ma c’è il nodo gioco d’azzardo. Parla Salvini | Video

mercoledì, 5 Marzo 2025
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Oggi in Senato è stata presentata la riforma del calcio, un pacchetto di interventi volto a rilanciare il sistema calcistico italiano, con particolare attenzione alla sostenibilità economica, alla valorizzazione dei vivai, alla modernizzazione delle infrastrutture e alla regolamentazione delle scommesse sportive. Ecco i punti salienti della proposta illustrata dai ministri Salvini ed Abodi. da

Riforma del calcio, i vari punti

1. Investimenti nello sport e nuova stagione per gli impianti

La riforma sottolinea l’importanza dell’investimento nello sport come motore economico: per ogni euro speso, se ne generano 1,20 di ricchezza. Per questo motivo, è fondamentale favorire una nuova stagione di ammodernamento degli impianti sportivi, con un ruolo centrale dello Stato nel coordinamento degli investimenti.

2. Diritti TV: garantire la sostenibilità economica del sistema

Uno dei temi centrali è la questione dei diritti televisivi. La riforma evidenzia la crescente preoccupazione per il calo dell’interesse nei campionati nazionali a favore delle competizioni internazionali. In vista della prossima asta per i diritti TV, vengono proposti interventi per garantire maggiore equilibrio tra le competizioni e per incentivare modelli economici virtuosi che favoriscano la sostenibilità delle società sportive.

3. Lotta alle scommesse illegali e revisione della normativa vigente

La riforma affronta anche il problema del gioco d’azzardo e delle scommesse clandestine. Viene sottolineato come alcune misure precedenti, tra cui il decreto Dignità, abbiano di fatto aumentato il fenomeno delle scommesse illecite, penalizzando gli operatori legali che versano contributi allo Stato. Si propone quindi di reintrodurre un sistema di prelievo su alcune scommesse calcistiche, i cui proventi verranno destinati a progetti di contrasto alla ludopatia e a iniziative per il calcio dilettantistico.

4. Sgravi fiscali per chi investe nei settori giovanili

Uno dei punti chiave riguarda il sostegno ai settori giovanili e al calcio di base. La riforma prevede sgravi fiscali per chi investe nelle strutture dedicate ai vivai e alla formazione dei giovani calciatori, considerati il futuro del movimento calcistico italiano. L’obiettivo è incentivare un sistema più solido e sostenibile, che valorizzi i talenti locali e garantisca continuità al calcio nazionale.

5. Promozione del calcio femminile

Tra le proposte figura anche un piano per il futuro del calcio femminile, con misure che ne favoriscano lo sviluppo e la crescita. Si tratta di un settore in forte espansione, che necessita di investimenti mirati per garantire maggiore competitività e opportunità per le atlete.

6. Verifica annuale dello stato di avanzamento della riforma

Infine, il progetto prevede un meccanismo di monitoraggio annuale per valutare i progressi delle misure adottate. Il governo avrà il compito di applicare le disposizioni nei tempi previsti, con un costante controllo sull’efficacia delle riforme proposte.

Questa riforma rappresenta un passo importante per il rilancio del calcio italiano, con un equilibrio tra investimenti, sostenibilità e tutela delle categorie più deboli del sistema. L’attenzione ora è rivolta al governo, che dovrà trasformare queste proposte in azioni concrete per garantire un futuro più solido e competitivo al movimento calcistico nazionale.

Le parole di Matteo Salvini sulla riforma del calcio

Nel corso della conferenza di presentazione della riforma del calcio, il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha sottolineato alcuni aspetti chiave della riforma, con particolare attenzione agli investimenti nei settori giovanili e alla necessità di una modernizzazione delle infrastrutture sportive.

“Più che chiedere sconti per andare a prendere milioni all’estero, investire sui vivai, visto che la Liga Spagnola ha più del doppio dei giovani che giocano in Serie A, che nascono dai vivai”, ha dichiarato Salvini.

Il Ministro ha evidenziato come il calcio italiano debba puntare maggiormente sulla crescita dei giovani talenti nazionali, prendendo spunto da altri campionati, come la Liga spagnola, dove il numero di giovani provenienti dai settori giovanili è più del doppio rispetto alla Serie A.

Salvini ha poi parlato del tema delle infrastrutture, soffermandosi sulle procedure burocratiche che spesso rallentano la costruzione di nuovi stadi: “Dobbiamo distinguere tra edifici storici di valore e quelli semplicemente vecchi, che andrebbero ricostruiti con criteri più saggi e moderni.”

Lasciando il Senato, Salvini ha risposto a una domanda sulla questione del gioco d’azzardo e sul possibile voto in Commissione, dichiarando:“Chi investe sul gioco d’azzardo è segnale di un Paese fallito? Io non ho mai giocato d’azzardo. Oggi faccio il ministro dei Trasporti, la domanda va fatta a qualcun altro. Voto in Commissione? Come Governo ne parleremo.”

Le parole del Ministro Abodi sulla riforma del calcio

Anche il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha evidenziato i principi fondamentali della riforma, sottolineando la necessità di garantire sostenibilità economica e competitività all’intero sistema.

“Il principale elemento che dà valore al calcio è la sua dimensione popolare, perché ci sono decine di milioni di tifosi che continuano a seguirlo, e ai quali dobbiamo garantire una competizione equa e credibile”, ha dichiarato Abodi.

Un tema centrale della riforma è il miglioramento delle infrastrutture, con particolare attenzione all’accessibilità degli stadi. Il Ministro ha sottolineato la necessità di rendere gli impianti sportivi più inclusivi: “Lo stadio deve essere un luogo di socialità per tutti. Non possiamo continuare a relegare le persone con disabilità in piccole zone dedicate, ma dobbiamo fare in modo che possano vivere l’esperienza del calcio come tutti gli altri tifosi.”

Un altro punto chiave riguarda la formazione dei giovani calciatori, con un rafforzamento dell’apprendistato sportivo e una revisione dei premi di formazione per le società che investono nei vivai. “L’obiettivo è garantire che il percorso formativo dei giovani calciatori sia tutelato e valorizzato, per evitare che gli investimenti fatti dai club sui vivai vadano dispersi”, ha spiegato Abodi.

Infine, il Ministro ha posto l’accento sulla tutela dei minori e sulla necessità di evitare speculazioni sui giovani talenti: “Dobbiamo proteggere i giovani calciatori da dinamiche di mercato troppo aggressive. Non possiamo permettere che gli investimenti fatti dai club sui vivai vengano vanificati da operazioni speculative che portano i ragazzi all’estero troppo presto.”

Concludendo il suo intervento, Abodi ha ribadito l’impegno del Governo nel monitorare costantemente l’evoluzione della riforma: “Questa riforma è solo il primo passo. Continueremo a lavorare per monitorare i risultati e apportare eventuali correttivi, perché il calcio italiano merita un futuro migliore.”

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