L’Europa approva il riarmo: Orban si dissocia e Putin s’innervosisce

giovedì, 6 Marzo 2025
2 minuti di lettura

Armiamoci, ma speriamo di non partire. Anche perché l’orso russo dà segni di nervosismo, ancorché provocati dalle sparate di Emmanuel Macron. È questo il senso della drammatica giornata caratterizzata dal Consiglio europeo straordinario di Bruxelles e dall’infastidita reazione di Vladimir Putin alla proposta nucleare del presidente francese.

I leader Ue hanno approvato il piano di riarmo proposto da Ursula von der Leyen. Il progetto prevede la massima flessibilità  sulle spese militari dei Paesi membri, la raccolta sul mercato di 150 miliardi con l’emissione di obbligazioni Ue per prestiti ai governi a tassi bassi e a scadenza lunga, la possibilità di utilizzare i fondi della coesione per investimenti per la difesa.

Unico a dissociarsi è Viktor Orban. «Gli americani – dice  il premier ungherese –  hanno smesso di sostenere l’Ucraina. Una parte significativa di europei prenderebbe il posto degli americani. Non c’è nessun accordo. Continua il dibattito»

La decisione del potenziamento delle capacità militari dell’Europa è stato motivato con parole drammatiche da Ursula von der Leyen: «Questo è un momento spartiacque per l’Europa e l’Ucraina come parte della nostra famiglia europea. È anche un momento spartiacque per l’Ucraina. L’Europa affronta un pericolo concreto e presente, e quindi l’Europa deve essere in grado di proteggersi, di difendersi, così come dobbiamo mettere l’Ucraina in una posizione per proteggersi e spingere per una pace duratura e giusta. Vogliamo una pace con la forza, ed è per questo che oggi presento ai leader il piano di riarmo dell’Europa».

È una fase delicata e drammatica. E certo non giovano a rasserenare il clima le intemerate di Emmanuel Macron,  secondo il quale la Francia è disposta a mettere a disposizione degli altri Paesi Ue il suo arsenale nucleare. Le parole del presidente francese hanno scatenato un inutile vespaio. All’ardimentoso Emmanuel ha prima replicato a muso duro il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov: «Le parole di Macron sul nucleare sono una minaccia per la Russia». E poi è intervenuto lo stesso Putin: «Gli errori dei nemici e degli oppositori della Russia hanno sempre avuto in comune la sottovalutazione del carattere del popolo russo». Il presidente russo ha anche usato toni beffardi nei confronti di Macron: «Ci sono ancora alcuni che non possono rimanere calmi, c’è ancora gente che vuole tornare ai tempi di Napoleone, dimenticando come è finita».

Putin ha anche mandato un messaggio ai capi di Stato e di governo riuniti a Bruxelles. «Non abbiamo bisogno di nulla che appartenga ad altri, ma non rinunceremo a ciò che è nostro». Detto in altre parole: gli europei si mettano in testa che la Russia non è disposta a passi indietro.

Non c’era al dunque bisogno di inasprire in questo momento il confronto internazionale ma di fare i conti con la realtà. E anche i conti con le disponibilità economiche. Per quello che direttamente ci riguarda, il nostro Paese dovrebbe concorrere con circa 50 miliardi di euro al piano proposto dalla von der Leyen. Si tratta di una cifra esorbitante per le finanze pubbliche italiane. C’è, sì, la disponibilità Ue allo scorporo delle spese della difesa dal patto di stabilità. Poiché però si tratta di soldi che un giorno dovremo restituire all’Europa, occorre anche capire da Bruxelles i modi e i tempi del piano di rientro. Più è dilazionato negli anni e meglio è per noi.

Il problema per Giorgia Meloni è però anche politico. Matteo Salvini si è messo di traverso, spalleggiato anche da Giancarlo Giorgetti che ha criticato il progetto di riarmo europeo. Spetta ovviamente alla premier di decidere. Ma dovrà aderire al piano di Ursula von der Leyen in modo da non offrire più di tanto il fianco alla propaganda leghista. La nostra premier ha detto a Bruxelles che non intende dirottare sulla spesa militare i fondi di coesione europei. Ma questa dichiarazione di intenti potrebbe non bastare a placare la voglia di  rivalsa del leader del Carroccio.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.