Putin ringrazia Trump. Spazio di dialogo ma no a tregua provvisoria

giovedì, 13 Marzo 2025
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Le forze di Mosca hanno compiuto notevoli progressi negli ultimi giorni, respingendo le truppe ucraine verso il confine.

«A causa del peggioramento della situazione operativa nella regione e dei continui bombardamenti, oggi, è stato deciso di effettuare l’evacuazione obbligatoria della popolazione di otto località» della regione ucraina di Sumy. Questo è quanto é stato deciso dall’Ucraina.

E il presidente russo Vladimir Putin? Cosa dice? Ha espresso la sua «gratitudine al presidente degli Stati Uniti Donald Trump» per «aver dedicato così tanta attenzione alla soluzione in Ucraina». Lo ha dichiarato in una conferenza stampa al termine del colloquio con il leader bielorusso Lukashenko.

Ma Putin non ha abbandonato nessuna delle sue richieste massimaliste all’Ucraina – quelle che ha definito «le radici» di questa guerra.

E non solo.

Il presidente ha anche dato voce ai suoi dubbi sull’implementazione dell’ipotetica tregua – «Chi la dichiarerà? Chi la farà rispettare, su un confine di duemila chilometri?».

Dubbi rinforzati dal fatto che al momento la Russia sta conquistando terreno sul campo, nel Kursk e non solo.

Putin ha poi continuato: “Le prossime tappe verso la tregua e la pace in Ucraina dipenderanno dall’esito della controffensiva russa nel Kursk”, che sarebbe ormai sotto il pieno controllo della Russia. “In funzione dell’evoluzione della situazione sul terreno, noi concorderemo le prossime tappe per mettere fine al conflitto e arrivare ad un accordo accettabile per tutti”.

Una tregua in Ucraina “dovrebbe essere tale da portare ad una pace a lungo termine e affrontare le cause di fondo del conflitto” ha spiegato poi il presidente russo.

Secondo Donald Trump, Putin ha fatto una dichiarazione “molto promettente” ma “non completa”. Il presidente degli Stati Uniti ha poi precisato che sarebbe “un momento molto deludente per il mondo” se la Russia rifiutasse un piano di pace nel conflitto in Ucraina.

Intanto Putin ha anticipato una telefonata con Donald Trump, di cui aveva già parlato il presidente americano al termine dei negoziati di Gedda due giorni fa. “Penso che dobbiamo negoziare con i nostri colleghi americani e partner, forse in una telefonata con il presidente Trump, ma sosteniamo l’idea di mettere fine a questo conflitto con mezzi pacifici”.

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