Mille e più giorni di guerra sul fronte russo ucraino ma la Casa Bianca a quanto pare sta cercando di concludere un accordo di cessate il fuoco prima di Pasqua. Stando alle ultime indiscrezioni che arrivano da Washington e dopo gli incontri produttivi del week end a Riad tra le delegazioni statunitensi e ucraine, forse la svolta ha una data quella del 20 aprile prossimo. Ma vediamo cosa c’è dietro questa repentina accelerazione del processo di pace e soprattutto la data quella simbolica di Aprile coincide con la Pasqua per entrambe le chiese, quella cattolica e quella ortodossa. Trump intanto è sempre più certo sul cessate il fuoco: ”Solo io posso fermare questa guerra”, afferma, mentre le dichiarazioni dell’inviato della Casa Bianca Witkoff suscitano polemiche, con l’affermazione che il presidente russo Putin: “non è una persona cattiva”, anzi “è molto astuto”. Nel mentre oggi sono previsti i negoziati tra gli Stati Uniti e la Russia. Anche se la scia di sangue tarda a cessare. Secondo l’ultimo bollettino di guerra a Odessa tre agenti della polizia ucraina sono rimasti feriti a causa di un’esplosione all’interno della stazione di polizia. A quanto riportano le fonti stampa, l’esplosione è stata provocata da una donna che, entrando nell’edificio con un pacco, probabilmente contenente esplosivi, ha causato la deflagrazione. La donna è morta nell’incidente, mentre il Servizio di Sicurezza Ucraino ha subito classificato l’evento come un attentato terroristico. A riportare tutti alla cruda realtà dei fatti nonostante l’ottimismo americano ci pensano i due leader di Russia e Ucraina Putin e Zelensky che considerano l’ obiettivo di pace del presidente americano difficilmente realizzabile. I segnali infatti sono arrivati soprattutto da Putin, ai colloqui di Gedda, infatti, ha mandato una figura non di primissimo livello a trattare, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov che con una frase ha già dato la linea delle aspettative: “È una questione molto complessa e c’è molto lavoro da fare. Siamo solo all’inizio del viaggio”, ha detto alla televisione russa. I negoziati di oggi saranno dunque tutt’ altro che facili.



