«Noi, Forza Italia, +Europa e pezzi del Pd»: Calenda sogna l’alternativa di governo

lunedì, 31 Marzo 2025
3 minuti di lettura

La suggestione del Terzo Polo è finita in frantumi da un pezzo, urge dunque una ricollocazione nuova nell’irrequieto panorama politico nazionale. Se c’è una cosa che non si può rimproverare a Carlo Calenda è quella di non essere noioso quando argomenta. In chiusura del congresso che l’ha incoronato di nuovo segretario nazionale con l’85 per cento dei consensi, sgancia la granata con la quale vuole sparigliare le carte in tavola. «C’è bisogno di un’alternativa con Paolo Gentiloni, lo metterei domani mattina a fare il presidente del Consiglio. Poi a sostenere il governo ci vorrebbe un gruppo di «volenterosi» (l’aggettivo, evidentemente, va di moda): un grande centro con Forza Italia, Azione, +Europa e un pezzo del Pd. Italia viva no perché ha avuto una forte mutazione genetica».

Dunque, Calenda con chi sta? Con sé stesso, ovvio, ma ha la necessità di creare consensi intorno ad Azione sfruttando le crepe a sinistra tra Pd e Movimento 5 stelle e a destra tra Forza Italia e il lungo-belligerante Salvini. Calenda teorizza una sorta di maggioranza Ursula sulla quale anche Giulia Pastorella, vice presidente di Azione e sfidante di Calenda al congresso conviene: «Era un’idea su cui Azione è nata, il perimetro degli europeisti con le varie tradizioni, chi popolare chi socialista, ma sono quelle varie famiglie politiche che hanno guidato l’Europa e permesso all’Europa una maggiore integrazione, quindi anche in Italia si deve ripartire da quella maggioranza in cui, però, non può non esserci un centro liberaldemocratico forte, cosa che al momento non c’è. Io ho suggerito, come sfidante al congresso di Calenda, di confermare quel posizionamento: questo è il modo vero per scardinare il bipolarismo, costruire quello che in Europa ha governato per decenni – ha aggiunto – e su questo siamo sulla stessa linea. Penso ci sia coesione e si lavorerà bene insieme».

Calenda ha chiarito il senso delle sue affermazioni sull’alternativa: «E’ venuto Gentiloni che io metterei presidente del Consiglio domattina e mi ha detto che dobbiamo costruire l’alternativa. Alternativa a che? Al populismo di destra e a quello che si chiama populismo di sinistra, che non ha nulla di sinistra ed è figlio dell’Uomo qualunque? A Gentiloni, a Picierno, a Gori, a Nardella, a Sensi, a questi amici dico che nessuno chiede loro di entrare in Azione, ma costruite qualcosa voi, qualcosa che possa staccarsi e allearsi con noi».

Quanto alle possibili aperture di Fratelli d’Italia nei confronti dei azione, il leader ha ironizzato: «Ieri io pensavo che la notizia fosse che il 52% dei giovani vuole la dittatura, voi invece avete scritto se Meloni sorrideva o no mentre io parlavo. Sta crollando la democrazia! La metà dei giovani italiani dicono “ci avete rotto le scatole!”. Di fronte a questo scenario la risposta può essere Schelin che battibecca con Meloni, che battibecca con Schlein che battibecca con Conte? Tajani cerca di non farlo, ma è difficile perché gli dicono qualunque cosa…».

Sui partiti estremi il leader di Azione va giù pesante: «Oggi non ci sono più destra e sinistra, perché sono fratturate al loro interno da populisti equivalenti che hanno disastrato le finanze pubbliche, che lavorano solo in termini di opportunismi. Queste due persone si chiamano Matteo Salvini e Giuseppe Conte. Conte è un signore che sta facendo una speculazione indegna sulle armi perché è stato presidente del Consiglio e in quella sede ha firmato per portare le spese della difesa al 2%. Se ora hai annusato la paura degli italiani e la vai a utilizzare, non c’è una diversità politica rispetto a noi, ma c’è una diversità etica».

Quanto alle eterne riforme da approvare (ma poi quali?) per Calenda c’è un solo modo per farle: «Eleggiamo in modo proporzionale un’assemblea costituente di 100 membri che riscriva completamente la seconda parte della Costituzione, mi dicono che è molto difficile, ma l’alternativa è che nessuno farà mai una riforma».

Da fuori se Fratelli d’Italia abbozza («Calenda fa un’opposizione ferma al governo, ma non all’Italia senza preconcetti», dice Donzelli), da Forza Italia assicurano che il centrodestra non si romperà, mentre attacchi diretti arrivano da Pd, Avs e Movimento 5 Stelle. «Bisogna che Azione decida da che parte stare – dice Igor Taruffi, responsabile Organizzazione del Pd nonché braccio destro della Schlein – l’obiettivo della segretaria è vincere le elezioni e tornare al governo con un’alleanza progressista. Non siamo disponibili a larghe intese né a operazioni di palazzo come lascia intendere Calenda.  Quindi per prima cosa occorre capire cosa abbia in testa lui, sia a livello nazionale sia sui territori. Sapendo che ciò che proprio non si può fare è continuare questa politica dei due forni».

Altrove, intanto, per chi l’avesse dimenticato, il fiume carsico dei cattolici continua a scorrere.  

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.